L'impegno della Provincia di Bergamo per i cacciatori

Prosegue febbrile in questi giorni – dopo l’inattesa e sorprendente ordinanza del TAR della Lombardia – l’azione della Provincia di Bergamo intesa a ottenere la riapertura della caccia. Come si
ricorderà, il TAR della Lombardia ha accolto una richiesta di sospensiva del WWf Italia contro il Piano faunistico-venatorio provinciale. La Provincia ha avviato prontamente un ricorso
in sede di Consiglio di Stato per richiedere con risolutezza l’annullamento dell’ordinanza del TAR.

Confortata anche dal parere di illustri avvocati esterni, la Provincia di Bergamo ha ribadito la sua chiara posizione in materia ed ha espresso la propria convinzione sulla correttezza del
percorso che ha portato alla stesura e all’approvazione della variante di Piano faunistico oggetto di discussione.

A tale riguardo, Via Tasso sottolinea un aspetto centrale e cioè che la stessa variante (delibera del Consiglio Provinciale nr. 26 del 28/03/2007) è stata al centro di numerosi
incontri di studio da parte delle quattro Commissioni del Consiglio Provinciale e infine approvata con il voto favorevole di tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio (con la sola
eccezione di Rifondazione Comunista). Tutto questo sta a comprovare la bontà di un provvedimento equilibrato e oggetto di un’approfondita analisi preliminare.

Per quanto riguarda poi l’unica eccezione finora sollevata dal TAR, ovvero la mancata inclusione nel Piano del divieto di esercizio venatorio riguardante i soprassuoli boscati percorsi da
incendi, si evidenzia un argomento-chiave: e cioè che la Provincia non ha escluso le aree oggetto di incendio dalla pianificazione, poiché il divieto di caccia decennale per tali
aree discende direttamente dalla legge (art. 10 L. 353/2000), senza la necessità che tale previsione rientri nel Piano Faunistico Venatorio. Inoltre la normativa – nazionale e regionale
– sui contenuti specifici della pianificazione faunistica non prevede che siano inserite tali perimetrazioni, che renderebbe oltretutto necessario una modifica annuale del Piano stesso. Infine
la individuazione dei “soprasuoli delle zone boscate percorse dal fuoco” compete in via esclusiva ai Comuni, senza affidare competenze alla Provincia.

L’assessore provinciale alla Caccia, Luigi Pisoni si è recato martedì 13 dal Prefetto, insieme con gli esponenti delle principali associazioni venatorie, che anche in
questa occasione hanno voluto esprimere sostegno all’azione legale della Provincia. Obiettivo convergente è stato e rimane quello di sottolineare l’importanza di fare causa comune contro
una sentenza ritenuta ingiusta e lesiva delle esigenze sia del mondo venatorio che della collettività.

Il sostegno delle associazioni venatorie

A sostegno della linea e della posizione della Provincia sono giunti gli interventi di associazioni venatorie, che si esprimono in questi termini:

ANUU Migratoristi – Con questo assurdo tecnico-giuridico si sono messi in ginocchio il sistema venatorio, l’organizzazione della Provincia di Bergamo con la sua eccellente
funzionalità operativa, nonché i meccanismi di tutela ambientale, la quale viene danneggiata proprio da coloro che affermano di professarla, mentre in realtà a questa parte
del mondo protezionista importa solo essere anticaccia. Contro tutto questo per fortuna la Provincia di Bergamo non si è tirata indietro: ora gli oltre 14.000 cacciatori-cittadini
bergamaschi attendono il pronunciamento del Consiglio di Stato previsto entro pochi giorni.

Stefano Gelmini
presidente provinciale
dell’ANUU Migratoristi

Associazione “Caccia, Pesca e Ambiente” – L’azione promossa dal WWF Italia è a dir poco incomprensibile. Per fare del male ai cacciatori, il WWF rischia di far del male
all’ambiente, che invece dichiara di voler proteggere. Spero che i dirigenti e gli affiliati del WWF se ne rendano conto. Nel frattempo noi confermiamo il nostro pieno appoggio alla Provincia,
che ha realizzato un Piano faunistico razionale ed equilibrato, invitando comunque al tavolo di confronto tutte le associazioni. L’impegno di tutti, insieme anche alla Regione che ha attuato
una modifica legislativa, ha consentito di approvare un piano faunistico venatorio che ritengo sostenibile per l’ambiente e che permette un esercizio venatorio corretto. Preciso infine, a
scanso di equivoci, che il piano stesso è stato approvato dal Consiglio Provinciale con tutti i voti favorevoli ed un solo contrario. In attesa della definizione della vicenda
giudiziaria in questo momento ritengo che sia necessaria l’unità del mondo venatorio, anche attraverso una massiccia partecipazione alla manifestazione di sabato, indipendentemente da
qualsiasi da qualsiasi strumentalizzazione che purtroppo è in atto.

Enrico Bonzi
presidente dell’associazione
“Caccia, Pesca e Ambiente”

Federcaccia – Le associazioni venatorie hanno organizzato tutte insieme la manifestazione pubblica per sabato prossimo per significare il proprio sostegno alla Provincia di Bergamo e a
tutti coloro che si stanno adoperando per far riaprire l’attività venatoria. La manifestazione ha anche il senso di stigmatizzare l’azione di chi vorrebbe strumentalizzare la caccia o,
ancor peggio, negare l’esercizio di un diritto che la legge riconosce ai cittadini. Il nostro invito ai cacciatori è quello di partecipare in forma disciplinata e corretta, come sempre
facciamo, al fine di dimostrare la nostra posizione ferma e ispirata a senso di responsabilità.

Bruno Volpi
segretario provinciale
di Federcaccia

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