I buyer esteri puntano sulla tecnologia italiana

I buyer esteri puntano sulla tecnologia italiana

Algeria, Arabia Saudita, Brasile, Cina, India, Russia e Stati Uniti. Sono solo alcuni dei Paesi di provenienza dei buyer esteri (altamente profilati provenienti da 33 Paesi, invitati direttamente
da Ipack-Ima in collaborazione con Anima e Assofoodtec) presenti in questi giorni a fieramilano, in occasione di IPACK-IMA 2012, mostra internazionale dedicata
all’imballaggio e al confezionamento, alla logistica industriale e alle macchine per l’industria alimentare.

Segno evidente dell’eccellenza raggiunta dai produttori italiani in questo settore e di come sia possibile crescere, anche in una fase di debolezza congiunturale come quella attuale, se si
hanno il coraggio e le capacità di investire nell’innovazione capace di affermarsi sui mercati internazionali. “E’ la prima volta che seguo PACK-IMA”, commenta Othamane Mandrè,
general manager di  Minoterie Othmane, uno dei principali imprenditori dell’industria molitoria in Marocco. “La mia azienda ha deciso di investire 4 milioni di euro per innovare i
processi e aumentare la qualità
, per cui questa manifestazione è l’occasione migliore per conoscere le novità di mercato ed entrare in contatto con i produttori”.

Murat Bozkurt, presidente dell’associazione dei produttori turchi di pasta, è un habituè di IPACK-IMA, avendo seguito tutte le edizioni dal 2000 in poi. “Nonostante la crisi
internazionale, questo comparto continua a crescere“, analizza. “Ma tutti gli attori sono consapevoli che, per non invertire la rotta, è necessario aggiornarsi di continuo: per
questo motivo tutti i principali produttori turchi sono presenti qui a Milano”. E’ il caso, ad esempio, di Bayram Ozturk, general manager della Dizayn, azienda di Istanbul che occupa macchine
per la lavorazione alimentare. “Collaboro già da qualche anno con un’azienda italiana e IPACK-IMA è l’occasione per conoscere le novità di mercato e incontrare eventuali
nuovi partner, in modo da sviluppare insieme filoni di business”.

Dalla Polonia arriva, invece, Piotr Kapera, technical director di Tymbark, azienda del gruppo alimentare Maspex. “Sul fronte della capacità di innovare gli italiani non sono secondi a
nessuno”
, spiega. “Tra i padiglioni ho trovato idee interessanti per sviluppare il mio business: conto di rinsaldare i rapporti con i produttori del vostro Paese che ho conosciuto in questa
occasione”.

M.Hadi è iraniano e lavora per la Allas Diary, azienda che produce oltre 100 tonnellate di latte al giorno. “Il nostro obiettivo è di stampare direttamente gli imballaggi per
accorciare la filiera”, spiega. “Per questo cerco qui a IPACK-IMA un fornitore di questa tecnologia, che di fatto non esiste in Iran”. Hadi è reduce anche da una serie di incontri di
business in Germania: “In entrambi i Paesi ho trovato grande professionalità, anche se qui ad
IPACK-IMA ho trovato quello che cercavo. Mi dispiace solo per le lentezze burocratiche, che hanno impedito a buona parte dei miei connazionali che avevano richiesto il visto di essere presenti
qui”.

Leggi Anche
Scrivi un commento