Le vendite di pasta fresca crescono al traino delle tecnologie

Le vendite di pasta fresca crescono al traino delle tecnologie

Le vendite di pasta fresca sono cresciute al ritmo del 4% – sia in termini di volumi, che di mercato – nei primi due mesi del 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011. Merito
della capacità di rinnovamento del settore, che in Italia può contare su tecnologie eccezionali, in grado di assicurare un valore aggiunto nella concorrenza internazionale rispetto
alla concorrenza dei mercati emergenti basata sulla sola componente del prezzo. È il dato principale emerso nel corso della tavola rotonda “La tecnologia sviluppa nuovi consumi di pasta
fresca. In Italia e all’estero”, organizzata nel corso di IPACK-IMA, mostra internazionale dedicata all’imballaggio e al confezionamento, alla logistica industriale e alle
macchine per l’industria alimentare, in corso di svolgimento a fieramilano fino al 3 marzo. La tenuta della crescita, hanno sottolineato i relatori, andrà comunque  passata al vaglio
dell’evoluzione della congiuntura nei prossimi mesi.

“Lo sviluppo tecnologico è decisivo per mantenere elevata la qualità della produzione italiana”, ha spiegato Giovanni Rana, il più noto tra gli imprenditori
italiani nel settore della pasta, “e questo vale soprattutto per il comparto della pasta fresca”. Dello stesso avviso Alessio Marchesani, tecnologo alimentare di Storci, che ha sottolineato
l’importanza dell’innovazione, coniugata con un’attenzione costante alla qualità certificata, per combattere la concorrenza internazionale.

I dati emersi nel corso del convegno confermano quanto rilevato da una recente ricerca Fipe-Confcommercio, secondo cui in Italia la crisi sta consolidando un comportamento già in atto da
tempo: primi piatti e contorni vengono preferiti ai secondi, portando a un progressivo aumento delle vendite di pasta.

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