L’Africa nutrirà il mondo ma ha fame di tecnologie

L’Africa nutrirà il mondo ma ha fame di tecnologie

L’Africa è leader nella produzione di decine di prodotti alimentari, ha il 60% di terreni non ancora coltivati di tutto il mondo ed è l’area del pianeta meno colpita da inquinamento
del terreno. Tre condizioni che ne fanno l’area con le maggiori potenzialità di sviluppo in campo agricolo nei prossimi anni, con la possibilità quindi di fornire cibo e bioenergia
al mondo intero. Ma il risultato potrà essere realizzato solo con l’impiego di tecnologie e tecniche di management che aiutino ad abbattere gli sprechi e aumentare la produttività,
attualmente presenti solo in Occidente. Sono alcuni degli spunti emersi nel corso del convegno “Enhancing Food Safety and Food Security in Africa: Processing and Packaging Technologies from Farm
Gate to the Consumers Table” ospitato da IPACK-IMA, mostra triennale specializzata dell’anno di macchine, tecnologie e materiali per il processo e il packaging in programma a fieramilano fino al
3 marzo.
Riflessioni che rivelano le potenzialità di collaborazione tra mercati sviluppati e paesi emergenti del Continente nero. “Sono possibili soluzioni win-win, in cui si capovolge la logica
degli aiuti a fondo perduto, sostituendoli con opportunità di business per tutti”, ha spiegato Richard Sezibera, Segretario Generale della East African Community, che riunisce Kenya,
Uganda, Tanzania, Rwanda e Burundi. Dello stesso avviso Kandeh K. Yumkella, Direttore Generale UNIDO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale). “L’Occidente si trova a
fare i conti con tre grandi emergenze come le difficoltà di approvvigionamento energetico, l’inquinamento crescente e l’aumento dei prezzi relativi alle materie prime agricole. Questioni
che possono essere superate attraverso collaborazioni con i Paesi produttori basate in primo luogo sul miglioramento delle tecnologie per ridurre gli sprechi (attualmente in Africa la metà
di quanto viene prodotto dall’agricoltura si disperde prima di arrivare ai consumatori, ndr.)”.

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