Grufolino: la carne di maiale light che fa bene al cuore

Grufolino: la carne di maiale light che fa bene al cuore

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Padova, 23 aprile 2013
Inizio messaggio inoltrato:
Da: “isaramanti@libero.it”
Oggetto: I: Il nuovo numero di Innovazione Veneto è online
Data: 23 aprile 2013 20:07:43 CEST

Benito Mantovani lo cosciamo da tempo, di lui e del suo Grufolino abbiamo già parlato ed anche abbiamo registrato un video dove proprio lui ci racconta questa bella storia che sicuramente
avrà un lieto fine.

Pochi giorni fa lo abbiamo incontrato a Reggio Emilia, alla 52° Fiera Suinicola Internazionale, il 19 aprile 2013.

E’ da qualche anno che il Grufolino “grufola” e riceve tanti encomi ma stenta ad essere accettato ed a diventare un prodotto di uso quotidiano come sicuramente merita.
Se non si riesce ad essere profeti in Patria, si prova all’estero. E’ proprio qui che il Grufolino trova i suoi apostoli (Enterprise Europe Network) e probabilmente crescerà con la
divulgazione del suo verbo.

In Scozia, dove sanno bene cosa sia la buona carne, dove gli animali vengono allevati nei verdi pascoli.
Benito ci segnala un bell’articolo con una sua intervista fatta da Francesca Maccatrozzo che qui riportiamo
(Il testo originale lo trovate qui)

La carne di maiale che fa bene al cuore …e combatte l’infarto
by Francesca Maccatrozzo
Una carne di maiale con un contenuto di grasso e colesterolo inferiori a quello della carne di pollo, è quanto ha proposto Benito Mantovani come prodotto da promuovere attraverso la rete
Enterprise Europe Network. Sono salumi di vario tipo ed hanno il marchio Grufolino.
Come è nato Grufolino?
“Bisogna partire dall’inizio, risponde Mantovani. Abbiamo cominciato con Ambrosia un’associazione apartitica, asindacale e senza scopo di lucro, finalizzata alla creazione di filiere
produttive agricole ed agroalimentari, legate al territorio, mediante l’utilizzo di tecnologie moderne, incentrate sulla valorizzazione di produzioni tradizionali con caratteristiche di
specificità, rispettose delle leggi in tema di salute pubblica, di benessere degli animali e di tutela dell’ambiente.
Ambrosia dispone di tecnologie innovative che consentono di produrre alimenti di origine animale con elevati quantitativi di nutrienti salutisti, come ad esempio gli acidi polinsaturi omega 3 e
Cla – acido linoleico coniugato, ai quali vengono riconosciute proprietà antitumorali, antiossidanti e benefici effetti sulle funzioni immunitarie e sulla riduzione del tasso di
colesterolo.
Le produzioni di AmbroSia sono, attualmente, le poche ad essere identificate attraverso le loro caratteristiche qualitative intrinseche oggettive e, di conseguenza, potersi
fregiare del termine “Prodotti di qualità” in base agli orientamenti della Commissione Europea”.

In che modo le vostre produzioni si differenziano da quello che c’è sul mercato?
“Troppo spesso si è parlato e si parla di qualità degli alimenti senza conoscere l’effettivo significato del termine, contribuendo così, a creare confusione ed
incertezze nel consumatore e a penalizzare i veri prodotti con caratteristiche qualitative salutiste oggettive.
Per questi motivi, l’Amministrazione Pubblica deve sviluppare delle azioni che
sappiano valorizzare e premiare le produzioni con caratteristiche qualitative oggettive, adottando delle strategie promozionali che inducano il consumatore a scelte consapevoli.

Ultimamente, anche in virtù di una politica agricola Comunitaria più sensibile agli orientamenti produttivi che all’impresa agricola, è stato premiare il processo produttivo
standardizzato, ossia le certificazioni, piuttosto che il prodotto per le sue caratteristiche qualitative intrinseche.
Il risultato di una tale politica è sotto gli occhi di tutti.
Tonnellate e tonnellate di prodotti agroalimentari contraffatti invadono quotidianamente i mercati nazionali ed internazionali e, di conseguenza le nostre tavole. Gli scandali riguardanti il
biologico e le “cosiddette” produzioni di qualità certificata – Dop, Igp, Dpgc, ecc.-, scoperti dalla Guardia di Finanza, oramai non si contano più.
Perché gli scandali sono scoperti dalla Guardia di Finanza, quasi sempre, e non dagli enti preposti ai controlli igienico – sanitari e della qualità oggettiva delle
produzioni?
Appunto perché l’identificazione delle produzioni  non avviene mediante un’etichetta nutrizionale, ma da un attestato di produzione, una certificazione di processo, non sempre
dimostrabile e facilmente contraffattibile”.

Voi che cosa proponete?
“Occorre riconquistare la fiducia del produttore e del consumatore, fornendo loro delle risposte concrete sulla necessità di produrre cibi sani ed autocertificati, con marchi
identificativi e commercializzati mediante strategie di marketing mirate e trasparenti.
Con questi presupposti, assieme ad un gruppo di imprenditori dell’agroalimentare, nei primi anni 2000
ho fondato Ambrosia, investendo nella stessa tutto il mio know how, acquisito nel campo dell’alimentazione di animali da reddito, con un lavoro cinquantennale.
 Le prime strategie attuate da
Ambrosia hanno riguardato la messa a punto di tecnologie produttive rispettose del benessere degli animali e dell’ambiente, con effetti migliorativi sulla qualità nutrizionale oggettiva
delle produzioni e, di conseguenza, sulla salute del consumatore. Gli animali sono alimentati con alimenti naturali integrati con vitamine e sali minerali, razionati secondo le loro esigenze
fisiologiche, per una crescita congenita alle loro finalità procreative e produttive di specie”.

E arriviamo a Grufolino…
”Le carni di Grufolino, rispetto a quelle di un maiale normale, hanno dei contenuti in grassi, colesterolo e sale molto inferiori. (vedi tabella comparativa
ndr). Ciò è dovuto al tipo di alimentazione. Inoltre, hanno dei contenuti significativi di acidi grassi polinsaturi Omega 3 e Cla – acido linoleico coniugato, a testimonianza del
valore salutistico di queste carni. Pertanto, riferito ai salumi di Grufolino, le differenze riguardanti il contenuto di grasso non riguardano tanto la quantità, ma la qualità dello
stesso. La quantità di grasso di un salame varia in funzione della ricetta utilizzata dal produttore, mentre la qualità del grasso dipende esclusivamente dal tipo di carne
utilizzata. Inoltre, per quanto riguarda il contenuto di colesterolo, ad incidere sulla sua quantità non è tanto il grasso quanto la carne, in quanto il colesterolo si trova in
massima parte nelle membrane cellulari di tutte le cellule animali, non tanto nel grasso”.

Avete della documentazione scientifica che provi queste qualità?
”
C’è uno studio fatto dal prof. Giorgio Moretti Professore di Igiene e Medicina Preventiva e  Direttore della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione
dell’Università degli Studi di Padova che è stato presentato Primo Congresso Congiunto Triveneto SIO – ADI organizzato a Padova a metà dicembre 2012 dal titolo
“Obesità, dislipidemie e rischio cardiovascolare: dall’alimento al farmaco” dove nell’analisi è stato evidenziato come  “Grufolino”, sia la carne di un maiale allevato con una
tecnologia innovativa e con un’alimentazione standardizzata e “codificata” a base di cereali, che consente di ottenere delle carni magre, con un sapore dolce e un basso contenuto di colesterolo e
di sodio, ricche di minerali di ferro e di zinco, molto digeribili, particolarmente gradite.
L’alimentazione del “Grufolino” si caratterizza per la sua capacità di aumentare le difese
immunitarie degli animali, consentendo loro di affrontare le normali patologie di allevamento senza il ricorso all’uso di farmaci, con conseguente aumento delle garanzie sanitarie per le loro
carni”.

Quindi Grufolino fa bene all’uomo e all’ambiente?
”
Il modello produttivo del “Grufolino” è ecocompatibile, perché rispettoso della tradizione, dell’ambiente, del benessere degli animali e, di conseguenza, della salute del
consumatore.
Con Grufolino abbiamo raggiunto due importantissimi risultati abbiamo dimostrato come si possa influire positivamente sulla modalità di produzione ed ottimizzazione delle
qualità nutrizionali di un animale destinato all’alimentazione dell’uomo. Inoltre la carne ottenuta rappresenta anche un valido aiuto per la prevenzione nei confronti di malattie come
quelle cardiovascolari che tuttora risultano essere la prima causa di morte nelle popolazioni occidentali”.
Quali sono i prodotti che proponete con le carni di Grufolino?
”Tutto quello che di solito si mangia in famiglia e in compagnia: salame, prosciutto cotto, salsiccia cotechino, pane condito
con strutto,
Per quanto riguarda l’aspetto organolettico e merceologico, le carni di “Grufolino” hanno un’ottima consistenza, hanno una copertura di grasso ottimale, non sono infiltrate di
grasso, hanno un sapore amabile e delicato, hanno un grasso molto gradevole ed appetitoso e sono povere di sale”.

Dopo l’incontro con il sig. Mantovani a Veneto Innovazione, il collega ing. Marco Gorini ha cominciato subito la promozione del Grufolino portando alcuni salami ai colleghi di Enterprise Europe
Network riuniti in Scozia.
Inutile dire il successo riscosso.

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