Carne di maiale, contaminazione Yersinia

Carne di maiale, contaminazione Yersinia

Brutte notizie, la maggior parte della carne di maiale è contaminata dal batterio Yersinia, con ovvi rischi per il consumatore.

E’ la tesi sostenuta da una ricerca, pubblicata da “Consumer Reports”.

Gli scienziati hanno preso in esame 198 campioni di carne: 148 braciole, 50 altri pezzi, acquistati in supermercati sparsi in tutti gli USA.

In base agli esami di laboratorio, la maggior parte (69% dei campioni) era positivo alla yersinia, mentre pochi (11%) presentavano tracce di enterococcus, possibile casa d’infezioni al tratto
urinario.

Al contrario, Salmonella e Listeria, batteri ben più conosciuti, erano praticamente assente: rispettivamente, 3% e 4%.

Tuttavia, lo Yersinia rimane il principale problema.

Presente in diversi alimenti (oltre alla carne suina, il latte ed alcuni pesce), il patogeno è all’origine di diversi problemi. Per cominciare, patologie intestinali, specie la diarrea
nei bambini, ma anche danni alla ghiandola tiroidea, provocando un’overdose dell’ormone tiroideo.

Inoltre, vi è il problema della diagnosi, secondo i Centers for Disease Control and Prevention, a fronte di 100.000 casi all’anno vi sono almeno 120 malati che sfuggono all’occhio della
sanità.

La ricerca americana ha trovato spazio anche in Italia: tra i commenti, quello di Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”. Secondo D’Agata, “Non sappiamo se la ricerca in
questione abbia effettivamente rispettato criteri scientifici oggettivi, ma sta di fatto che costituisce comunque un richiamo sia ai produttori che ai rivenditori della grande e piccola
distribuzione ad utilizzare la massima accortezza per l’igiene nella vendita dei loro prodotti per evitare danni alla salute dei consumatori”.

Ma anche il cittadino comune deve fare la sua parte, con due semplici misure di sicurezza. La carne deve essere cotta a 160° (letale per il batterio) e tutto ciò che tocca la carne
cruda deve essere lavato con cura.

Matteo Clerici

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