Gran Bretagna. Il grande problema dei mini maiali

Gran Bretagna. Il grande problema dei mini maiali

By Redazione

Margaret Smith è una pensionata residente a Ringwood (Hampshire, Gran Bretagna) amante degli animali. Così la signora ha acquistato un piccolo maialino nero, pagandolo 450
sterline, circa 520 Euro.

Secondo il venditore, il piccolo mammifero non sarebbe diventato più alto di 12 centimetri: l’ideale per una vecchia signora con spazio limitato a disposizione. Ed in effetti, ammette
Margareth, all’inizio l’animaletto “Era come un pulcino”.

Poi, le cose sono cambiate. Il mammifero, battezzato Pigwig, è cresciuto, raggiungendo le dimensioni ed il carattere dispettoso dei suoi fratelli convenzionali.

 Spiega la donna: “A circa sette mesi le cose sono improvvisamente cambiate e non siamo più riusciti a contenerne la stazza. È una cosa assolutamente ridicola, lui è
un maiale davvero forte, ma non è colpa sua, perché è stato l’allevatore che non mi ha detto la verità sulla sua taglia. Comunque sia, in famiglia amiamo tutti
Pigwig e lui è davvero un maiale molto felice, anche se dispettoso”.

Per quanto strano, il caso della signora Smith non è assolutamente isolato.

Come spiega il “Daily Mail”, la questione dei micro-maiali coinvolge un buon numero di cittadini. Tutti hanno sborsato una cifra considerevole per avere un porcellino e tutti si sono ritrovati
un maiale a grandezza naturale e di indole non troppo domestica. Per questo, essi sono riuniti in un gruppo di Facebook, “The truth about minipigs”, ad oggi con 200 iscritti e dal messaggio
più che chiaro: “Tutti quelli che vorrebbero un minipig per Natale farebbero bene a leggere questa pagina”.

Secondo il gruppo, infatti, l’avvicinarsi delle feste e l’effetto emulazione potrebbero causare una crescita degli acquisti delle creaturine.

E, come spiega la figlia della Smith, Emma, ciò è negativo: molti vedono star come David Beckham e Paris Hilton con un minipig e lo vogliono assolutamente, al punto da spendere
anche 1200 sterline (circa 1.400 euro) per un esemplare e abbiamo sentito storie di gente che, malgrado viva in un monolocale, ha preso un maialino nano, salvo doversene sbarazzare quando
questo è improvvisamente cresciuto. È una situazione molto triste, perché questi maialini sono frutto di incroci per tenerli così piccoli e, quindi, si possono
ammalare e anche morire”.

Consumatori a parte, la questione dei maialini è finita sotto la lente della British Kune Pig Society. Tramite denuncia al garante della pubblicità,  in agosto la
Società aveva bloccato la pubblicità della Little Pig Farm, azienda del Cambridgeshire specializzata in micro maialini, perché considerata ingannevole.

FONTE: “They told me porkies! Grandmother whose ‘micro pig’ grew into eight-stone hog”, Mail Online 30/10/010

Matteo Clerici

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