Depressione, le radici sono nei geni

Depressione, le radici sono nei geni

La depressione pianta le sue radici nei geni: è infatti una forma particolare del gene della depressione a causare il disturbo.

E’ quanto conclude una ricerca dell’University of Michigan Medical School (di Ann Arbor, USA), diretta dal dottor Srijan Sen e pubblicata su “Archives of General Psychiatry”.

Insieme ai compagni, Il dottor Sen ha passato in rassegna 54 studi portati avanti fra il 2000 e il 2001 su circa 41.000 pazienti negli anni tra il 2000 ed il 2001.

Così facendo, gli studiosi hanno portato alla luce la relazione che lega il gene 5-HTTLPR (che regola il trasporto di serotonina), lo stress e la depressione. Una particolare variante di
5-HTTLPR (con un allele corto) rende meno efficienti le regioni del cervello che elaborano le emozioni negativi, alterandone il funzionamento. Per questo, gli eventi stressanti colpiscono il
soggetto in maniera particolare, i bassi livelli di serotonina rendono più probabile l’arrivo della depressione.

Come spiega la squadra dell’University of Michigan, il lavoro ha due importanti. Primo, rende più vicina la carta d’identità genetica della malattia, avvicinando di conseguenza la
nascita di migliori terapia. Inoltre, fa chiarezza sui legami tra depressione e DNA, oggetto di una lunga contesa.

Tutto era iniziato nel 2003, quando un gruppo di ricercatori aveva spiegato come esistesse una connessione fra un gene che regola la serotonina, sostanza neurotrasmettitrice, e la
capacità di ognuno di noi di riprendersi da un trauma, sottolineando di fatto le basi genetiche del disturbo.

Tuttavia, nel 2009, una ricerca pubblicata sul Journal of the American Medical Association (Jama) aveva contestato tale conclusione. Per gli esperti, la revisione di 14 indagini diverse
mostrava come non esistessero basi scientifiche sicure a sostegno della teoria del ‘link’ fra geni e depressione.

Adesso, il lavoro del gruppo diretto da Sen sembra mettere la parola fine, in quanto “Avendo incluso tutti gli studi più pertinenti sull’argomento, possiamo confermare che il corredo
genetico di un individuo fa la differenza nel modo in cui lui o lei risponde allo stress”.

Reazione positiva degli scienziati del 2003. Spiega uno di loro, Terrie Moffitt della Duke University: “L’accurato e sistematico approccio utilizzato dai colleghi dell’ateneo del Michigan
dimostra perché, al contrario, l’indagine pubblicata su Jama era sbagliata. Speriamo che gli stessi giornalisti che pubblicarono la notizia nel 2009, ora diano adeguato spazio a questa
nuova e più corretta analisi”.

FONTE: Katja Karg; Margit Burmeister; Kerby Shedden; Srijan Sen, “The Serotonin Transporter Promoter Variant (5-HTTLPR), Stress, and Depression Meta-analysis Revisited: Evidence of
Genetic Moderation”, Arch Gen Psychiatry, Jan 2011; doi:10.1001/archgenpsychiatry.2010.189

Matteo Clerici

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