Gli ingredienti evidenziati in etichetta: quando c’è solo il «gusto»
17 Giugno 2009
Ci siamo recentemente occupati delle regole a cui si deve attenere il produttore quando vuole vantare (in parole e/o in immagini) la presenza di un certo ingrediente.
Qualunque sia la forma di comunicazione prescelta, però, la cosa fondamentale (sarebbe da dire la più ovvia) è che l’ingrediente evidenziato sia realmente presente nel prodotto.
Tutto chiaro, dunque? Quasi.
Ci segnala una nostra lettrice:
Ho acquistato una confezione di Preparato in polvere per bevanda al cioccolato. Giunta a casa mi sono accorta che, nell’elenco degli ingredienti il cioccolato non era menzionato: eppure sul davanti, in caratteri ben visibili c’era proprio scritto PREPARATO PER BEVANDA AL CIOCCOLATO!
Cercando di capirci qualcosa, mi sono messa ad osservare con più attenzione e ho così scoperto il «trucco»: mentre nel retro della confezione, prima dell’elenco degli ingredienti, in caratteri piccolissimi c’era scritto «Preparato per bevanda al cacao», sul davanti, tra la parola AL e la parola CIOCCOLATO c’erano, scritte in piccolo piccolo, le parole «gusto di». Com’è possibile una cosa simile!?
Rispondiamo che una cosa simile è, purtroppo, possibile: sono però necessarie alcune precisazioni.
Quando un prodotto è caratterizzato unicamente dal gusto/aroma di un determinato ingrediente, tale caratteristica deve essere comunicata al consumatore utilizzando, di norma, denominazioni del tipo «al gusto di…», «all’aroma di…», «al sapore di…» o simili.
Ci si trova, cioè, nel campo dei cosiddetti «ingredienti utilizzati in piccole dosi come aromatizzanti», i quali possono comportare due situazioni distinte.
1° – prodotti contenenti aromi naturali e/o estratti naturali
Prendiamo, ad esempio, una caramella il cui gusto è caratterizzato unicamente dalla presenza di estratto naturale e/o aroma naturale di menta. In questo caso, poiché il prodotto contiene, seppure in piccole dosi, l’ingrediente «menta» (sotto forma di sostanze da esso derivate direttamente), tale ingrediente può essere raffigurato sulla confezione ed il prodotto può essere chiamato «caramella alla menta». Ovviamente, nell’elenco degli ingredienti, deve essere menzionato estratto naturale e/o aroma naturale di menta. Analoga situazione si può presentare in presenza di ingredienti (spezie, piante aromatiche, ecc. ) che, pur non essendo «aromi» dal punto di vista normativo, possono essere utilizzati sfruttando la loro caratteristica di impartire determinati sapori.
2° – prodotti contenenti «aromi»
La legge consente l’impiego del termine «naturale» unicamente se la parte aromatizzante è stata isolata mediante opportuni processi fisici o enzimatici o microbiologici oppure con processi tradizionali di preparazione di prodotti alimentari unicamente o pressoché unicamente a partire dal prodotto alimentare o dalla sorgente di aromi considerata. In tutti gli altri casi deve essere impiegato il solo termine «aromi». Se, quindi, la nostra caramella contiene «aromi», dovrà chiamarsi «caramella al gusto di menta» e l’immagine della menta non potrà esserci (in quanto il prodotto non la contiene). Nell’elenco ingredienti si leggerà: aromi o, al massimo, aroma menta.
Nel caso siano presenti sia aromi sia aromi naturali, valgono comunque le regole appena descritte.
Tornando al caso segnalatoci dalla nostra lettrice:
PREPARATO PER BEVANDA AL gusto di CIOCCOLATO
Pur non conoscendo l’elenco degli ingredenti, siamo certi che il prodotto NON contiene cioccolato, il cui gusto sarà apportato unicamente da aromi aventi tali caratteristiche. Qualora in etichetta figurasse anche un’immagine associabile al cioccolato, ciò sarebbe senz’altro sanzionabile, in quanto richiamante un ingrediente non presente.
PREPARATO PER BEVANDA AL CACAO
Il cacao svolge la funzione di ingrediente caratterizzante, quindi non solo dovrà essere menzionato nella lista degli ingredienti, ma dovrà essere anche indicata la sua quantità percentuale.
Poiché l’accoppiata cioccolato/cacao è spesso usata in queste situazioni, precisiamo che cacao e cioccolato NON SONO SINONIMI: si tratta di prodotti aventi caratteristiche (e costi!) ben diversi.
L’espediente grafico di inserire, nelle denominazioni di prodotto, le parole «gusto di» in caratteri quasi invisibili è ampiamente utilizzato da quei produttori «furbetti» che sfruttano la disattenzione dei consumatori: dunque, attenzione!
NOTE FINALI, per chi vuole approfondire:
Gli ingredienti evidenziati in etichetta: ciò che i
consumatori devono sapere
Cacao e cacao magro: c’é differenza?
Dott. Alfredo Clerici
Tecnologo Alimentare
Newsfood.com





