Giappone. Le ostriche di Yamada nel post-tsunami

Giappone. Le ostriche di Yamada nel post-tsunami

Nel marzo 2011 il Giappone fu colpito da uno tsunami, con un altissimo costo in vite umane ed in danni economici.

Ora, circa un anno dopo, il Paese cerca di ripartire, andando oltre difficoltà e mancanze.

Tra le tante storie, ecco quella della Prefettura di Iwate, nel Giappone settentrionale. Lì si trova il villaggio costiero di Yamada, dove la principale attività è la pesca
delle ostriche locali. Il disastro del 2011 ha spazzato via un mondo: barche, laboratori, case e vite umane sono andate perse. Le statistiche delle autorità parlano di 770 morti o
dispersi su 17.000 abitanti.

Ma i locali non si sono arresi: i sopravvissuti hanno costituito una cooperativa, ricomprando il necessario per il lavoro. La vita quotidiana è difficile, tra problemi economici e dolore
per amici e famigliari morti. Masashi Shirano, il 52enne capo della cooperativa, ha più volte ammesso di essere stato più volte sul punto di lasciare: a fermarlo ogni volte, la
compagnia e l’aiuto del figlio Takashi. I due iniziano a lavorare ogni giorno 3 ore prima dell’alba, sgusciando le ostriche raccolte il giorno prima. Tanti loro compagni sono occupati nel
rifornire le scorte di strumenti.

Il percorso è ostico, Tuttavia, la speranza rimane. Alcuni esemplari di ostriche sono sopravvissuti, permettendo la prima raccolta nel Novembre 2011, otto mesi dopo il disastro.
Così, ogni giorno, gli uomini di Yamada lavorano, chi in mare chi a terra, dimostrando come l’uomo possa essere più forte delle catastrofi naturali

NOTA: l’immagine dell’articolo è presa dal sito photoblog.com

Matteo Clerici

Leggi Anche
Scrivi un commento