Germania, ecco la fortezza della scienza dove si combatte l’ influenza suina

Germania, ecco la fortezza della scienza dove si combatte l’ influenza suina

Dall’ esterno, la costruzione è gradevole: una costruzione moderna in vetro ed acciaio, circondata da zone verdi dove i lavoratori possono fare jogging e rilassarsi, con una belle
visuale sul fiume Reno.

L’ interno, specie le zone di ricerca e sviluppo è totalmente diverso: strutture asettiche progettate per la sicurezza, bagni tappezzati d’ inviti a lavarsi le mani e laboratori ad
atmosfera negativa e livello di sicurezza 3, il penultimo (il 4 è per i virus come Ebola).

Questa è la Novartis colosso dell’ industria farmaceutica, i cui laboratori stanno lavorando per produrre il vaccino contro il virus H1N1.

A riguardo le idee sono chiare: “Lavoriamo sette giorni su sette con turni di 24 ore.

Entro la fine di settembre vogliamo essere pronti. Contiamo di investire 2 bilioni di dollari in tre anni ” spiega Eric Althoff, Global media relations.

Nella guerra dell’ influenza suina l’ industria ha messo in campo un’armata d’élite, 500 tra medici, biologi e genetisti, e si aspetta di ottenere un notevole bottino dalla sconfitta
della pandemia.

Metafora a parte, le cifre in ballo sono altissime.

35 Paesi hanno già chiesto informazioni, Svizzera, Francia, Stati Uniti e Germania hanno già stilato contratti; dato un costo a singola dose di 10-15 dollari Usa, le stime
correnti (qualcosa è trapelato via Internet) la vittoria contro la malattia del momento vale 10 miliardi di dollari, senza contare eventuali richiami.

L’ aspetto finanziario ha già pero iniziato a causare attriti tra la Novartis e l’Oms.

Tutto è iniziato da una dichiarazione infelice di Daniel Vasella, il direttore generale di Novartis, “Per produrre un vaccino occorrono anche degli incitamenti finanziari”, che è
suonata come una campana a morto per i Paesi africani, economicamente deboli.

A riguardo, Althoff cerca di smorzare i toni ” Siamo pronti a supportare tecnicamente i Paesi in via di sviluppo. Il vaccino comunque non sarà “free”, non sarà regalato”.

Ovviamente, prima di pensare a costi ed eventuali riduzioni bisogna arrivare a produrre il vaccino.

Su questo punto Althoff è più che ottimista: “Normalmente in nove mesi produciamo 60 milioni di vaccini contro l’influenza stagionale.

Ci stiamo attrezzando a sfornare 150 milioni di vaccini contro l’influenza suina in appena tre mesi. Abbiamo studiato le mutazioni del virus.

A fine settembre saremo pronti a combattere H1N1″.

Matteo Clerici

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