G8: Da Cison a L’Aquila abbiamo segnato la strada etica per vincere la fame

G8: Da Cison a L’Aquila abbiamo segnato la strada etica per vincere la fame

Non bastano soluzioni tecniche, ma bisogna trovare principi condivisi che guidino il nostro agire. Stop agli aiuti a pioggia ed all’ assistenzialismo, spazio ad agricoltura di qualità,
rispetto dell’ ambiente e delle tradizioni e maggior importanza per donne e giovani

A L’Aquila il messaggio che è passato, e che ha fatto sì che tutti i partecipanti al G8 si trovassero d’accordo sulle questioni di fondo, firmando sette documenti conclusivi,
è che per risolvere i grandi nodi della politica e dell’economia internazionale non basta avanzare soluzioni tecniche, ma bisogna trovare principi condivisi che guidino il nostro agire,
quella bussola ideale e di valori che già Benedetto XVI ha indicato nell’ultima enciclica.

Ne è esempio evidente la Dichiarazione congiunta sulla Sicurezza alimentare firmata ieri da 40 delegazioni, che incardina molte delle linee guida già presenti nel documento
conclusivo del vertice agricolo di Cison di Valmarino.

Già nel documento di Cison avevamo ribadito che per combattere fame e povertà non è più sufficiente erogare aiuti a pioggia, rimanendo confinati a una inefficace
logica assistenzialista. Occorre rimettere al centro l’agricoltura, aumentando la produzione agricola e migliorando la qualità delle produzioni. Solo così si dà a tutti, in
particolare ai Paesi in via di sviluppo, la possibilità di avere accesso ad alimenti salubri e nutrienti. Questo concetto viene ripreso nella dichiarazione dell’Aquila, che eroga come
pure la necessità di potenziare lo sviluppo rurale attraverso un maggiore sostegno alla ricerca, all’innovazione, all’istruzione e alla creazione di infrastrutture nelle aree rurali.

A Cison, come a L’Aquila sono gli agricoltori a tornare protagonisti del settore agricolo. A Cison, come a L’Aquila, si vuole puntare sui piccoli coltivatori, sulle famiglie agricole, sulle
donne, sui giovani, per una agricoltura sostenibile che difenda le identità produttive e si sviluppi in armonia con l’ambiente e nel rispetto della biodiversità. A Cison, come a
L’Aquila, si ribadisce l’impegno a studiare i fattori che possono incidere sulla volatilità dei prezzi e a lottare contro ogni forma di speculazione sul cibo. Il valore che abbiamo
espresso nel documento del Vertice agricolo, e che trova eco nella Dichiarazione de l’Aquila, è che la terra, e i frutti della terra, non sono una merce come un’altra.

Nella dichiarazione firmata ieri si accoglie inoltre l’indicazione contenuta nel documento di Cison riguardo alla necessità di riformare il sistema di governance, nazionale ed
internazionale. Anche in questo caso, è l’etica a dover indicare la strada da seguire, e da lì bisogna partire per trovare le strategie con cui realizzare concretamente quelle
riforme.

Aumento della produzione agricola, sviluppo delle economie agricole regionali e familiari, aiuti al microcredito, potenziamento delle competenze e delle infrastrutture, miglioramento nella
gestione delle risorse idriche, riforma delle istituzioni internazionali, monitoraggio dei prezzi: questi sono alcuni degli strumenti operativi, già delineati a Cison, con cui combattere
la fame e garantire la sicurezza alimentare in tutto il mondo. Dietro tutto questo, però, c’è la volontà, finalmente condivisa dai principali leader mondiali, di rimettere
al centro dell’agenda i temi etici e da quelli farsi guidare nelle scelte politiche.

Luca Zaia

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