L’ Aquila, da meta del G8 a meta del turismo

L’ Aquila, da meta del G8 a meta del turismo

Da luogo dove si decidono i destini della Terra a meta per passare un pomeriggio a curiosare.

Le sale, le stanze e gli alloggi della scuola della Guardia di Finanza sede del G8 stanno attirando numerosi turisti, sulle tracce di Obama, Sarkozy o Angela Merkel.

Per entrare non servono requisiti particolari: solo una carta d’ identità e tanta pazienza, vista la lunghezza delle fila.

Una volta superati tali inghippi, ai visitatori solo l’ imbarazzo della scelta, con il personale della protezione civile e della guardia di Finanza a fare da guida.

Ecco quindi l’ Auditorium (che ha ospitato le conferenze stampa), l’ Aquila Hall e la “Main conference room”, sede degli incontri dei Capi di Stato e di Governo del G8 e dominata dal Guerriero
di Capestrano.

Ma il maggior successo è riscosso dalle stanze dei Grandi (nei due hotel, “Roma” e “Milano): tutte strutture eleganti, ma senza sfarzo barocco, piene di riferimenti all’ Abruzzo,
soprattutto al Gran Sasso.

I quartieri di Obama, ad esempio, spiccano per la palestra super attrezzata e per un “dono” degli italiani: la foto di Pacentro (L’Aquila), paese della cantante Madonna.

Una sorpresa che il presidente americano ha gradito molto.

Poche le voci di dissenso, che hanno voluto sottolineare il contrasto tra gli abitanti del luogo, sistemati fra tende in condizioni precarie, ed il lusso degli ospiti internazionali.

Gli abruzzesi, da parte loro, hanno scelto la via dell’ ottimismo, anche perché “L’aver tenuto L’Aquila per tre giorni sotto i riflettori del mondo ha comunque acceso speranze”.

Vari capi di Stato, sia con le loro parole che con i loro promesse hanno riacceso i riflettori sulla situazione: e, per gli abitanti delle zone terremotate, ogni centesimo in più, ogni
segnale di attenzione è benvenuto.

Matteo Clerici

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