Il G8 chiude i battenti, Obama: L’Aquila nel cuore

Il G8 chiude i battenti, Obama: L’Aquila nel cuore

Il G8 è finito.

I politici più potenti della Terra, dopo aver tentato, con alterne fortune, di mettersi d’accordo su temi cruciali come inquinamento, lotta alla povertà e cooperazione giuridica,
tornano ai propri Stati.

Ma il summit appena passato non è stato politica e grandi temi, almeno per un suo partecipante.

Per Barack Obama, la riunione sarà sempre anche contatto personale ed umano con una realtà a lui fino a quel momento estranea: l’ Abruzzo terremotato.

Il misto di dolore e di coraggio della gente locale, la difficile realtà abitativa, la cordiale accoglienza ricevuta (e la bontà dei locali prodotti gastronomici): tutto questo ha
fatto breccia nel cuore del presidente degli Stati Uniti.

Quando passeggiava tra le case del sisma ed i segni della devastazione, non era un Presidente intento ad una visita di protocollo, ma un uomo che sentiva il dolore del prossimo.

Così, prima di partire per il prossimo impegno ufficiale, il Primo Cittadino degli Usa ha voluto dedicare un saluto personale a L’ Aquila e l’ Abruzzo intero.

Barack ne ha lodato “la straordinaria ospitalità” ed si è detto “certo che l’Aquila sarà ricostruita, che il suo splendore tornerà, e la sua gente
servirà d’esempio per tutti noi su come si può rinascere dalla tragedia e ricominciare daccapo. Terremo questo posto e la sua gente nelle nostre preghiere e nei nostri pensieri
nei mesi e negli anni a venire”.

Matteo Clerici

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