Fra i boschi del Ticino nasce l’oasi dell’energia verde

Fra i boschi del Ticino nasce l’oasi dell’energia verde

Energia pulita a chilometro zero dai boschi del Ticino. E’quella dell’azienda “I Leprotti” fra Robecco sul Naviglio e Abbiategrasso grazie a una centrale termica elettrica ad alto rendimento,
appena inaugurata, in grado di produrre un milione e 600 mila kilowattora all’anno. Si tratta di una quantità più che sufficiente per i bisogni dell’agriturismo e per essere
ceduta in rete. “E’ un ottimo esempio – commenta Carlo Franciosi, Presidente della Coldiretti di Milano e Lodi – di agricoltura che diversifica ma anche di un sistema integrato che incrocia
diverse modalità di produzione per ottenere il massimo rendimento dalle fonti rinnovabili”. Infatti oltre a usare legname di scarto da coltivazione e da raccolta, nulla viene buttato ma
tutto viene riutilizzato, compresi i fumi della caldaia.

Si tratta di un vero e proprio ciclo chiuso delle fonti rinnovabili (per il quale ci si è avvalsi anche della collaborazione con l’Università degli Studi di Milano), completato da
un maxi impianto fotovoltaico per una produzione di 230 mila kilowattora all’anno.

Dai 700 ettari del Consorzio Forestale del Ticino, dai 112 ettari dell’azienda “I Leprotti”, dai 1.500 ettari di altre sette imprese agricole attive in zona nel settore della pioppicoltura
arriva il combustibile naturale per la caldaia. La centrale consumerà circa 20 tonnellate al giorno di legname di scarto e di recupero del sottobosco (mentre altre 70 tonnellate
serviranno a produrre biocombustibile di alta qualità).

“In questo modo – spiega Marco Menghini, titolare de I Leprotti – riusciamo anche a tenere pulito il terreno sui quali facciamo crescere i nuovi impianti arborei, evitando la formazione di
muffe e di funghi. Inoltre i nostri macchinari sono in grado di utilizzare anche legna verde e fogliame grazie a un complesso sistema di asciugatura prima dell’utilizzo in caldaia. Naturalmente
ogni pianta tagliata viene sostituita con un sistema a rotazione che garantisce l’ambiente e la totale sostenibilità del sistema, con una cura e una pulizia dei boschi, anche di quelli
del Ticino, che ne aumenta il pregio e la fruibilità”.

Ma la produzione di energia elettrica non è l’unico risultato. Il progetto prevede l’uso dell’acqua in uscita (fra gli 85 e i 90 gradi) non solo per il teleriscaldamentodell’azienda, ma
anche di eventuali insediamenti abitativi nella zona. In futuro servirà pure per una piscina invernale all’aperto, mentre già adesso esiste un allevamento di specie ittiche del
Ticino che sarà poi affiancato da un altro per pesci che vivono a temperature più alte.

“Cerchiamo di ottimizzare al massimo le risorse – afferma Menghini – grazie a un sistema che non scarta nulla. Le acque vengono pulite con un sistema di fitodepurazione basato su cannetiche una
volta cresciuti vengono a loro volta tagliati e usati come combustibile nella caldaia, garantendo anche qui una completa tracciabilità del prodotto e trasporti praticamente ridotti a
zero”. Non si butterà via neppure la cenere del legname bruciato. Quella servirà come fertilizzate per far crescere meglio le piante. Mentre i fumi residui e già filtrati
della caldaia verranno sfruttati per gli impianti di essiccazione dei cereali. E a quel punto il cerchio dell’energia a km zero sarà chiuso.

Leggi Anche
Scrivi un commento