Finalmente Testo Unico del Vino: i commenti di Comolli

Finalmente Testo Unico del Vino: i commenti di Comolli

FINALMENTE TESTO UNICO DEL VINO
Parto difficile, primo ok alla Camera, segnale forte, ma da integrare. Più attenzione a promo mercato interno, filiera corta.
Di Giampietro Comolli

La commissione agricoltura della Camera dei Deputati  ha licenziato il testo unico del vino. Norma che dovrebbe semplificare tutto il sistema, eliminare burocrazia e carta inutile, accelerare un processo di innovazione e di adeguamento, favorire un nuovo cambio di passo per le imprese produttrici.

Lunedì 11 aprile alle 11, nel padiglione Mipaaf al Vinitaly, saranno presentati tutti i dettagli. Il presidente della Commissione Agricoltura, Luca Sani, spiega: “abbiamo affrontato un lavoro mastodontico, che oggi sfocia in un testo organico che dà ai produttori risposte complete sotto ogni punto di vista, costruite intorno ai due assi portanti della semplificazione amministrativa e della sicurezza alimentare”.

E aggiunge:  «So bene quanta attesa ci sia per il testo unico sulla “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino” e capisco anche l’impazienza del vasto e importante mondo che ruota intorno alla filiera vitivinicola.

Quello che abbiamo affrontato in questi due anni, tuttavia, è un lavoro mastodontico che oggi sfocia in un testo organico che dà ai produttori risposte complete sotto ogni punto di vista, costruite intorno ai due assi portanti della semplificazione amministrativa e della sicurezza alimentare. Principi che informano tutti i nove titoli in cui è articolata la legge e che trovano una declinazione nel Sian (sistema informativo agricolo internazionale), per semplificare gli adempimenti attraverso l’istituzione di una innovativa rete informatica di gestione, e nello Schedario vitivinicolo istituito presso il Mipaaf, mirato a contenere tutte le informazioni sul potenziale produttivo viticolo.”

Il testo finale è stato condiviso da tutti i soggetti chiamati e coinvolti lungo la filiera vitivinicola, dalle organizzazioni sindacali e professionali generiche alla Confederazione del vino e Federvini, da Federdoc alle associazioni dei produttori viticoli e cooperazione.

A trentanni circa sia dal metanolo che dal famoso pilastro-baluardo della legge Goria nr 164/1991, il nuovo testo chiude un capitolo che ha portato il mondo enologico italiano a diventare il primo produttore al mondo in assoluto, il primo produttore di Docg-Doc e il primo esportatore di vini grazie soprattutto ai vini spumanti tricolori, e ne apre uno dedicato alla innovazione d’impresa, alla semplificazione, all’efficienza e alla meritocrazia della gestione e organizzazione di filiera sia per l’impresa singola che per le imprese collettive.

Riello, Martina e MantovaniIn questa ottica il ministro Maurizio Martina è molto chiaro, quasi una promessa di merito e di garanzia per tutto il settore, certamente con molti punti ancora in sospeso e urgenti. Ma meglio uscire dal guado poco per volta, che non uscire affatto. Molte cose restano da fare soprattutto in termini di valore aggiunto, di promocommercializzazione paese, di brand unico, di internazionalizzazione delle imprese, ma anche di cura e attenzione per una crescita misurata e corretta dei consumi interni, da 20 anni in forte calo. Così il ministro Martina:  “L’approvazione in Commissione del Testo unico del vino è un passo in avanti molto significativo.

L’Italia punta ad avere una sola norma di riferimento per il settore vitivinicolo, unificando, aggiornando e razionalizzando le leggi esistenti. Il testo unico è uno strumento fondamentale della nostra strategia di rafforzamento del vino italiano e del percorso di semplificazione burocratica che stiamo portando avanti. È stato fatto un delicatissimo lavoro di sintesi e di accordo in seno alla commissione. Voglio ringraziare per il loro impegno Luca Sani, il capogruppo Nicodemo Oliverio e il relatore Massimo Fiorio.

Ora è importante andare avanti nell’iter parlamentare e arrivare presto alla sua approvazione definitiva. Lo dobbiamo a un settore che vale più di 14 miliardi di euro e in questi anni ha dimostrato di essere a tutti gli effetti un modello”.

Susanna CenniImportante anche il commento dell’on Susanna Cenni (PD) : “L’approvazione in Commissione è un ottimo segnale a sostegno di produttori, tracciabilità  e qualità italiana. Si tratta di una buona riforma, che semplifica dal punto di vista burocratico la vita alle aziende e accoglie le tante istanze condivise da anni con il mondo del vino. Sono soddisfatta infine per l’accoglimento di alcuni emendamenti a mia firma, come quello che aggiunge il termine ambiente tra principi ispiratori per la produzione e le pratiche enologiche, anche per sottolineare il grande lavoro che si sta facendo sulle realtà italiane di viticoltura sostenibile. Aggiunto anche tra i compiti dei consorzi la promozione del turismo del vino, assieme a tanti soggetti che da anni si impegnano in questa direzione“.

Su questo ultimo aspetto -continua Comolli- , mi permetto di dire, “ finalmente”, perché la tutela docg-doc è anche valorizzazione, quindi promozione del prodotto e del territorio. In questo senso dopo 22 anni vede sancito il binomio Consorzio e Strada del Vino, distretto produttivo e turismo, prodotto e valori aggiunti dal territorio che già avevo lanciato sui Colli piacentini e in Franciacorta. Ora però “urge” non fare doppioni, ma squadra, sintesi, sistema, rete altrimenti è altro caos alla confusione già esistente con 500 denominazioni in campo.
Di Giampietro Comolli

Cover: Comolli Francia 2013

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Nota: Giampietro Comolli è Editorialista di Newsfood.com,
Curatore della Rubrica di economia,  food&beverage e Gusturismo e della rubrica

Giampietro Comolli

Giampietro Comolli

Cum grano salis, a cura di Giampietro Comolli


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