Spumante Prosecco in Cina a Xi’An: apre “Casa Prosecco”

Spumante Prosecco in Cina a Xi’An: apre “Casa Prosecco”

(Vedi altri articoli su Prosecco – Comolli)

Data: 20 marzo 2016

SPUMANTI D’ITALIA – A XI’AN (CINA)  LA PRIMA CASA DIPLOMATICA DEL PROSECCO
Di Giampietro Comolli

Stefano Zanette, Presidente Consorzio Prosecco

Stefano Zanette, Presidente Consorzio Prosecco

Sgombrando subito il campo da eventuali malintesi, plaudo personalmente alla iniziativa di avere una “ambasceria” del Prosecco Spumante fuori Italia, complimenti presidente Stefano Zanette.

Segno di sdoganamento reale, di una raggiunta voglia di maturità  produttiva e di attenzione promo-commerciale, lungimirante. Forse più che la Cina, ma è solo un mio ragionamento cavilloso e da foresto seppur frequentatore di mercati e paesi delle bollicine dal 1986,  si poteva aprire la serie di sedi nella city a Londra essendo il primo grande mercato delle bollicine italiane e anche come “schiaffetto” al governo di David Cameron che ha messo 2 sterline di accisa sul vino italiano a bottiglia (niente tasse sui superalcolici!!).

Collegamento dalla Cina

Collegamento dalla Cina

Reputo che sarebbe stato ancora meglio una ambasciata del Prosecco Spumante a New York come secondo mercato dello spumante italiano perché la “Mela” è la capitale mondiale della comunicazione. Un successo o una risonanza a stelle e strisce è un risultato globale. Una terza opzione sarebbe potuta essere concretizzata a Berlino, capitale della Germania unificata, paese una volta innamorato delle “effervescenze italiane” con circa 120 milioni di bottiglie fra spumanti, bollicine, frizzanti e vini vivaci.

La Germania fino al 2000 era il nostro primo mercato al mondo per i vini tricolori effervescenti. Oggi è il terzo/quarto mercato e una sede fissa e quotidiana avrebbe potuto ri-lanciare consumi e appeal, come si dice.  In ogni caso complimenti, spero che le successive tappe – spero proprio che ci siano anche per dimostrare ad Altri che “si può fare” come dice l’amico Alessio Maurizi su Radio24 – abbiano sede in una di queste tre grandi città che guardano al made in Italy come un obiettivo e stile di vita.

La scelta della Cina è in ogni caso una grande sfida: paese produttore con 15 milioni di ettolitri, una voglia e forza enorme di voler bere vino, l’Italia è un po’ indietro rispetto la Francia, Australia e Argentina…ma ce la può fare….

Sicuramente un mercato difficile, scomposto, rigido, fortemente guidato da costruire ex-novo perché il consumatore cinese è abituato a bere o Champagne ( fascia alta) o vini rossi tendenti al morbido. Una sfida entusiasmante partendo da un portafoglio di circa 3,2 milioni di bottiglie di spumanti italiani.

La casa in  Cina è sicuramente una ottima opportunità. Ora è importante la gestione e la “ manutenzione” della sede e soprattutto quali sono i veicoli programmati (in termini di contatti e messaggi), le attività promozionali e le figure professionali che gestiscono  le attività.

Un piccolo consiglio mi permetto di darlo: opterei per figure promo-commerciali forti come importatori e rappresentanti istituzionali di catene e di grandi mercati e qualche tecnico-esperto di vino come  illustratori della tipologia e metodo produttivo per fare cultura enologica. Lascerei  perdere, al momento, gli aspetti eno-gastronomici, gli abbinamenti, la comunicazione. Il paese non recepirebbe: c’è bisogno di un porta-porta molto diretto, semplice, chiaro, senza arzigogoli e bizantinismi tipici di noi italiani.

Il “sito” va consegnato a figure cinesi ben istruite, che accompagnano la conoscenza del prodotto con la vendita.  Questi fattori sono e saranno determinanti per il successo della grande impresa.  Xi’an è una città che conosco molto bene, conosco meglio solo Hangzhou, sede di Alibaba e del neonato Parco Eccellenze Italiane che può sicuramente contribuire al successo dello “sbarco” in Cina.

Sono state due città che hanno contribuito al successo del progetto UnPOxExPO durante Expo 2015 Milano con circa 15.000 visitatori lungo le città del fiume Po, da Torino a Venezia.

Guerrieri terracotta cinesi a PiacenzaInoltre Xi’an è nota, oltre che per essere stata capitale del grande Impero, per il rinvenimento del famoso esercito di guardie dell’Impero (foto allegata).  Da Treviso a Xi’an, in diretta, il presidente Stefano Zanette è stato molto chiaro: “ E’ l’inaugurazione del primo ufficio di rappresentanza cui ne seguiranno altri per far conoscere direttamente a casa del consumatore il valore, la qualità e l’identità del prosecco spumante Doc. Il vino italiano ha una scarsa penetrazione sul mercato cinese rispetto ad altri competitors. Non a caso abbiamo scelto proprio la Cina, nella convinzione  che possa riservare molte soddisfazioni ai nostri produttori.” Durante il collegamento con Treviso, a Xi’An si sono date appuntamento numerose personalità cinesi attive nel settore wine: importatori, giornalisti, istituzioni, i responsabili della Camera di Commercio e gli operatori del canale televisivo culturale di Xi’an.

Nella sede del Consorzio in Piazza Filodrammatici, numerosi gli ospiti testimonial dell’apertura della sede diplomatica. “Siamo orgogliosi che il Prosecco Doc abbia scelto Xi’an – ha detto direttamente dalla sede cinese il Preside della facoltà di Enologia dell’Università dove avrà sede il corso di formazione – perché rappresenta un ritorno della via della seta fra Venezia e l’Impero Celeste, a  Xi’an, passando per le città di Chongqing e Chengdu, un triangolo in pieno sviluppo, mercato giovane, con molto turismo nazionale. “

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Giampietro Comolli

Giampietro Comolli

Nota: Giampietro Comolli è Editorialista di Newsfood.com,
Curatore della Rubrica di economia,  food&beverage e Gusturismo e della rubrica “Cum grano salis, a cura di Giampietro Comolli

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ESERCITO DI TERRACOTTA di XI’AN===================================

L’esercito di terracotta è un insieme di statue collocato nel Mausoleo del primo imperatore Qin a Xi’an. Si tratta di un esercito simbolico, destinato a servire il primo imperatore cinese Qin Shi Huang (260 a.C – 210 a.C.) nell’Aldilà.

Nel 1987 il mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huang, di cui l’esercito di terracotta fa parte, è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

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