Estensione del reverse charge
26 Novembre 2009
Da gennaio le imprese e i professionisti che forniscono servizi a soggetti residenti in un altro stato dell’unione europea, dovranno informarsi (e documentarsi) bene prima di emettere la
fattura.
Bisogna, prima di tutto, fare una distinzione, a seconda che la prestazione di servizio sia resa ad un consumatore privato o soggetto passivo non residente.
Nel primo caso i servizi saranno assoggettati ad IVA in Italia, nel secondo caso l’imposta sarà applicata nel paese del cliente con il meccanismo del reverse charge.
Se il cliente “intracomunitario” è un soggetto passivo IVA, in questo caso, il prestatore italiano dovrà:
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Emettere una fattura inserendo il titolo e la norma di non assoggettamenento ad imposta in Italia
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Riportare il numero di partita IVA del cliente
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Compilare il nuovo modello intrastat (l’invio diventa solo mensile o trimestrale)
Prima di emettere la fattura è prudente farsi rilasciare una dichiarazione dal cliente estero che la prestazione riguarda un’attività economica, in modo da poter giustificare il
perché di una fattura con IVA o meno. A riprova, a diversi clienti dello studio, che effettuano acquisti intracomunitari, stanno arrivando comunicazioni di questo tipo dalle
società “estere” loro fornitrici.
Dott. Franco Alessio info@studio-alessio.it
Redazione Newsfood.com




