Emergenza agricoltura: la protesta della Cia si sposta a Roma

Emergenza agricoltura: la protesta della Cia si sposta a Roma

By Redazione

Dopo il successo delle manifestazioni interregionali di Milano, Perugia e Napoli e delle tante iniziative, anche con altre organizzazioni, svoltesi a livello territoriale, la mobilitazione fa
tappa nella capitale. Si protesterà davanti alla Camera (in occasione della discussione della finanziaria) e dei ministeri delle Politiche agricole e dell’Economia. Dichiarare lo stato di
crisi per il settore. Il presidente Politi rinnova l’invito ad un impegno unitario del mondo agricolo e chiede incontri con i presidenti del Senato Schifani e della Camera Fini.
 
Dopo Milano, Perugia e Napoli, manifestazioni interregionali in cui si è registrato uno straordinario successo, e di iniziative territoriali, anche con altre organizzazioni, il prossimo
appuntamento della mobilitazione promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in tutto il Paese sarà a Roma martedì 24 novembre. Due grandi sit-in, a partire dalle ore
9.00, si terranno in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati (dove si discuterà della legge finanziaria per il 2010), e in via XX Settembre, di fronte ai ministeri delle
Politiche agricole, alimentari e forestali e dell’Economia e delle Finanze. Nella capitale è previsto l’arrivo di migliaia di produttori agricoli provenienti da tutte le regioni.

Una manifestazione di protesta – sottolinea la Cia – per sollecitare attenzione ai gravi problemi delle imprese e per richiedere tempestive misure, a cominciare dalla dichiarazione dello stato di
crisi, indispensabile per rinviare i pagamenti contributivi e fiscali che oggi tantissimi agricoltori, sotto il peso dei costi alle stelle e di prezzi sui campi in caduta libera, non sono nelle
condizioni di adempiere.

La situazione è resa ancora più grave – avverte la Cia – a causa della mancanza di politiche e di interventi che diano reali sostegni alle imprese. Lo stesso maxi-emendamento alla
finanziaria 2010, approvato dal Senato e ora in discussione alla Camera, appare come una farsa nei confronti del settore. E’ vero che è previsto un finanziamento al Fondo di
solidarietà nazionale per le calamità naturali e una proroga al 31 luglio prossimo della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna, ma è
altrettanto vero che questi soldi vengono sottratti al altre “voci” già destinate all’agricoltura. Un semplice spostamento di risorse che non cambia le carte in tavola. Lo scenario
complessivo resta gravissimo, di piena emergenza.

Un contesto drammatico che ha spinto il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi a rinnovare l’appello per un impegno unitario dell’intero mondo agricolo, dalle organizzazioni professionali
agli agricoltori. Un’esigenza questa che viene proprio dai produttori che vogliono avere più forza contrattuale e far sentire in positivo il loro “peso” nelle scelte di politica economica
e sociale.

Non a caso, nel corso della manifestazione interregionale di Napoli, il presidente della Cia, il cui appello all’unità è stato accolto con un forte applauso degli agricoltori
presenti, ha evidenziato che un’azione comune e condivisa da parte delle organizzazioni è dettato dall’impellente esigenza di difendere con maggiore determinazione le imprese e i redditi
dei produttori, di ridurre i costi, di dare certezze. Ignorare questa necessità significa operare contro il settore e i suoi tanti protagonisti che sono gli imprenditori agricoli.

In vista dei due sit-in romani e delle altre iniziative in programma nell’ambito della mobilitazione, il presidente della Cia ha chiesto, in una lettera, incontri con i presidenti del Senato
Renato Schifani e della Camera Gianfranco Fini ai quali illustrare, attraverso la presentazione di un documento, i motivi che sono alla base della protesta del mondo agricolo.

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