Ue: La Toscana porta in Commissione l’allarme per il miele cinese

Ue: La Toscana porta in Commissione l’allarme per il miele cinese

Bruxelles – Dopo aver quasi superato la crisi del settore dovuta alla moria delle api, in Italia è sempre più forte la minaccia del miele cinese: questo il messaggio portato
a Bruxelles dal presidente della commissione agricoltura del Consiglio regionale della Toscana, Aldo Manetti, che ha partecipato ai lavori del comitato consultivo agricoltura della Commissione
europea.   

Secondo Manetti, si profila con sempre maggiore preoccupazione la concorrenza cinese nel mercato globalizzato del miele, dove il colosso asiatico detiene ormai la prima posizione produttiva e
pratica dei prezzi molto bassi (1,29 euro/kg all’ingrosso). Quello delle api è il terzo settore zootecnico europeo, mentre l’Ue è il secondo produttore mondiale dopo la Cina.
  

L’Unione europea riserva grande attenzione alla salvaguardia degli alveari, con un impegno congiunto di tre direzioni generali: agricoltura, sanità e ambiente. Due le novità
annunciate oggi dalla Commissione europea: una ridefinizione della normativa sulla sanità animale, che privilegerà il controllo e la prevenzione rispetto all’eradicazione delle
malattie e l’impegno a  dare vita ad una formazione specialistica veterinaria, finalizzata proprio a combattere le patologie delle api, superando la fase delle distruzioni degli alveari in
favore della prevenzione delle malattie.

Manetti ha spiegato alla Commissione europea la vocazione della Toscana a presentarsi come regione europea leader nella lotta per la tutela della salute delle api e la valorizzazione del miele e
degli altri prodotti dell’alveare, illustrando il primo anno di attività di Apenet Toscana: condotto con la preziosa collaborazione delle associazioni degli apicoltori, il progetto ha
assicurato la disposizione sul territorio regionale di 250 alveari, corrispondenti ad altrettanti punti di rilevamento e di controllo, sia in zone prossime a coltivazioni di agricoltura intensiva
sia ad aree protette.  

 Alla Commissione europea Manetti ha voluto sottolineare anche le questioni tuttora aperte, a partire dagli evidenti limiti autorizzativi dei fitofarmaci attualmente consentiti nella UE,
grazie a documentazioni scientifiche incomplete o volutamente sottostimate.   

Il presidente della commissione agricoltura ha citato anche l’irregolarità del sistema di etichettatura, che non consente all’agricoltore di individuare il pericolo ci certe sostanze per
l’ambiente e per le api, con una situazione particolarmente grave per le sementi conciate.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

Leggi Anche
Scrivi un commento