Ecco il super-topo che sconvolge il mondo

WASHINGTON – Può correre per venti metri al minuto senza stancarsi, vive più a lungo dei suoi simili, fa addirittura più sesso di loro, e infine mangia più
del doppio ma senza ingrassare, è un super topo, ultima creazione degli scienziati americani della Case Western Reserve University di Cleveland, in Ohio; ne hanno fatti nascere circa
cinquecento.

Richard Hanson, che ha guidato lo studio coordinando il lavoro di 15 ricercatori, spiega che le potenzialità fisiche del super topo possono essere paragonate solo a quelle di atleti come
Lance Armstrong, che ha vinto il Tour de France per sei anni consecutivi, dal 1999 al 2005. L’alterazione genetica di un gene coinvolto nel metabolismo del glucosio sembra essere alla base
della capacità del topo di non ingrassare e della mancanza di dolori provocati da un’eccessiva produzione di acido lattico.

Il primo esemplare è stato creato quattro anni fa iniettando un’alta percentuale di enzima, il phosphonenolpyruvate carboxykinase (PEPCK-C), in un embrione di topo. I risultati sono
stati pubblicati per la prima volta adesso sulle pagine del Journal of Biological Chemistry. Attualmente gli animali prodotti con questo procedimento sono oltre cinquecento.

Il topo, che riesce a correre a una velocità cinque volte superiore alla media, mangia il sessanta per cento di più di un topo normale e, contrariamente ad esso, è capace
di avere rapporti sessuali anche in età avanzata.

Gli scienziati del gruppo di ricerca spiegano che l’obiettivo dell’esperimento non era certo quello di arrivare alla creazione di un futuribile «uomo bionico». Ma ammettono che una
modificazione similare sul genoma umano sarebbe possibile, almeno in teoria. Tuttavia, precisa il professor Hanson, «noi umani abbiamo lo stesso, identico gene, e dunque potremmo
raggiungere gli stessi risultati. Ma sarebbe mostruoso e innaturale, completamente sbagliato».

In ogni caso, le compagnie farmaceutiche potrebbero utilizzare i risultati della ricerca per sviluppare nuove droghe inframuscolari, che porterebbero sollievo a certe categorie di malati. Il
rischio, aggiunge il professore, è che lo stesso uso lo facciano anche gli atleti.

(2 novembre 2007)

Leggi Anche
Scrivi un commento