La Camera dice no alla commissione d'inchiesta sul G8

In prima commissione alla Camera è stata discussa la pdl per istituire una commissione d’inchiesta sul G8, ma, grazie ai voti contrario di Cdl, Idv e Udeur, si è raggiunta la
parità e al relatore non è stato conferito il mandato a riferire in aula.

Il risultato finale, infatti, è stato di 22 sì contro 22 no, dovuti al “tradimento” dei partiti di Mastella e Di Pietro, che hanno appoggiato l’opposizione: tra essi il deputato
Idv Carlo Costantini ha espresso voto negativo, mentre il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, Massimo Donadi, non si è presentato. Nel partito del Campanile, invece, c’era un
unico deputato che ha votato no e Cinzia Dato e Angelo Piazza (Rnp) non hanno partecipato alla votazione.

Insomma, c’è stato di nuovo chi ha rotto le righe, provocando scalpore e delusione nelle fine della maggioranza, che non aveva dubbi sull’esito positivo della votazione: poco prima
dell’inizio, infatti, erano assenti ben 7 esponenti della Cdl, ma prima della conclusione delle operazioni di voto i deputati di Fi sono arrivati con il capogruppo Elio Vito e i membri della
maggioranza anno cercato i “disertori” per riportare la situazione all’equilibrio.
Purtroppo, l’operazione di reclutamento non ha avuto successo, poiché l’ultimo “salvatore” (il deputato della Rnp, Lello Di Gioia) è arrivato troppo tardi: con 22 sì e 22
no al relatore non è stato conferito il mandato a riferire in aula.
E, per una maggioranza delusa, c’è stata una Cdl entusiasta, che ha accolto l’esito della votazione con un forte applauso: “Abbiamo sventato il tentativo dell’ultrasinistra di mettere
sotto accusa le forze dell’ordine proprio nel giorno in cui il governo mette a punto il pacchetto sicurezza”, ha esultato il deputato di An Ignazio La Russa.

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