Donne rivali: 4° capitolo de L’Anello Magico

Donne rivali: 4° capitolo de L’Anello Magico

By Redazione

Premessa
SE SI SVILISCE IL PRINCIPIO FEMMINILE NON LO SI SVILISCE SOLO NELLE DONNE, MA ANCHE NEGLI UOMINI, NEL RAPPORTO TRA UOMO E DONNA, IN NATURA E TUTTO  IL PIANETA  SUBIRA’ UNO
SQUILIBRIO   (Anonimo)

Cap. 4 DONNE RIVALI di Lucia Merico
Le prime a svilire il principio femminile  siamo proprio noi donne, con le nostre piccole invidie, le gelosie ed in particolare la rivalità, una caratteristica impressa in modo
inconsapevole nella nostra coscienza: ed è sufficiente guardarsi attorno, senza neppure troppa attenzione, per accorgersi che tutto questo appartiene alla vita quotidiana.

La suocera che diventa rivale della nuora nel contendersi l’ “amore” per il figlio, la segretaria che crede di essere innamorata del proprio capo e che vuol diventare meglio della moglie,
comportandosi lei stessa come una moglie: lo accudisce, lo sostiene, lo imbocca, lo rimbambisce, il tutto condito con abiti succinti, tacco 12 e scollature mozzafiato. Le colleghe d’ufficio che
mentono, sparlano, deridono, denigrano per mettere in cattiva luce sempre e solo per pura competizione. Le “amiche” … la vicina di casa che ha sposato l’imprenditore perché
così ha qualcuno che la mantiene … le semplici conoscenti e, addirittura chi passa per la strada vestita in un certo modo.

Ma dove sono finite le donne che pensano al loro benessere ed alla loro bellezza partendo da se stesse, dal proprio centro, dal proprio cuore? Una vera rarità!

L’attenzione è concentrata all’esterno, ai bisogni, alle carenze, a ciò che non abbiamo e quando decidiamo di raggiungere un obiettivo, i modelli ai quali facciamo riferimento sono
spesso l’aggressività, la rabbia e la forza fisica diventando dei “maschi in gonnella”, delle “donne con le palle” … il peggior complimento che possiamo ricevere. D’altronde questo
è ciò che crediamo di dover fare per procedere verso la libertà.  

Ma una nuova energia di speranza si sta diffondendo e la coscienza femminile inizia a prendere forma nel cuore di chi ricerca un nuovo modo, cosciente che quello vecchio porta solo ad una
distruttiva infelicità e solitudine.

La rivalità  va  ricercata nella storia antica delle donne e cioè quando essa ha smesso di identificarsi con la Dea Madre ed ha iniziato ad accettare la forza patriarcale.
Da allora ha  perso di vista la sua naturale essenza divina che ha seppellito sotto una enorme e pesante montagna di convinzioni, tutte create dall’uomo (ed accettate dalla donna): ha smesso
di percepirsi “divinamente” paritaria all’uomo. Il matriarcato, che ha visto il potere dell’energia femminile come manifestazione dell’equilibrio e dell’armonia ed il patriarcato, tradizione
attuale, hanno rappresentato due civiltà con valori totalmente differenti che si sono sovrapposte l’una all’altro attraverso conflitti e battaglie.  

Inizialmente sono rappresentate due donne che si possono considerare le due progenitrici del genere femminile. In apparenza molto differenti tra loro, hanno stranamente moltissime
affinità: queste due donne sono Lilith la prima e, successivamente Eva.

In alcuni antichi testi si racconta di Lilith come la prima donna  compagna di Adamo e, come lui, creata dalla terra. Nel loro rapporto non c’è prevaricazione: è un rapporto di
tipo mutuale e cioè basato sul reciproco scambio.  La relazione fra i due si incrina molto presto a causa del fatto che Lilith chiede ad Adamo di invertire le relative posizioni
durante il rapporto sessuale per consolidare la reciproca parità. Ma Adamo si rifiuta di soddisfare la sua richiesta e quindi Lilith, alterata, si allontana da Adamo e fugge verso il Mar
Rosso.

La fuga  di Lilith provoca in Adamo una profonda angoscia. Si addormenta ed al  suo risveglio, non trovando accanto a sé la sua compagna, si rivolge a Dio  per essere
aiutato. E Dio  manda a Lilith una schiera di angeli che le ordinano di tornare dallo sposo: ma ancora una volta Lilith si rifiuta di obbedire. Dopo questo estremo e perentorio rifiuto,
Lilith diviene una vera e propria personificazione del male facendo nascere il mito della donna dalla bellezza sovrumana a cui è impossibile resistere, un demone notturno al femminile dal
corpo di serpente che si circonda di figure malvagie e repellenti, una madre che divora i suoi stessi figli, una creatura della notte e del terrore.

Nella figura di Lilith vengono messi in luce tutti gli aspetti negativi della femminilità come l’adulterio, la stregoneria e la lussuria. Nell’immaginario moderno la sua figura viene resa
nota come icona “femminista” e cioè una donna forte che non piega la propria volontà a quella dell’uomo.

Lilith diventa così  la prima donna che viene privata dei riconoscimenti di Matrice Divina relativamente alla propria parità con l’uomo, una donna ribelle che esprime  la
propria libertà in un rifiuto perentorio.  Questo atteggiamento è scomodo e difficoltoso da controllare per la nascente civiltà patriarcale. Ed appare così 
un’altra figura molto più famosa della prima: Eva.

Essa non viene formata direttamente con la terra ma con una costola dell’uomo. In questo modo il femminile acquisisce un simbolo completamente diverso mostrando una natura dipendente e
sottomessa, più accettabile e favorevole in una società patriarcale.

L’autorevolezza con cui quest’ultimo racconto viene usato nel patriarcato diviene la fonte veritiera per stabilire tra uomo e donna una relazione diversa, basata sul fatto che la donna sia, fin
dalle sue origini, dipendente o addirittura subordinata all’uomo: e questo è sembrato funzionare.

Tuttavia la donna ha conservato dentro di sé la sua naturale matrice divina, caratteristica che la accomuna in modo paritario all’uomo, sia nel suo potere di essere libera che in quello di
creare.

Inoltre Eva si allea con il serpente. Nella tradizione matriarcale la figura del serpente era il simbolo del potere femminile: in quella patriarcale l’alleanza con il serpente simboleggia
l’alleanza con il male. Quindi anche Eva, come Lilith, in qualche modo rivendica il suo potere e, a differenza di Lilith che lo ha fatto ribellandosi, Eva lo fa in maniera nascosta e subdola,
manipolando Adamo e sollecitandolo a compiere un atto di arroganza: mangiare la mela.  

Amiche mie, pare proprio che queste siano le nostre progenitrici: la prima rappresenta la fermezza che non accetta mediazione  e la seconda l’apparente sottomissione. Se guardiamo
attentamente, tutti e due gli atteggiamenti impediscono al femminile di emergere.

Se proviamo a portare questi due atteggiamenti nella nostra realtà attuale e quotidiana, ci possiamo ben rendere conto che ribellione e vittimismo sono due modi apparentemente differenti
nella forma, ma uguali nella sostanza, che spesso utilizziamo per poter rivendicare il nostro potere.

Il comportamento sottomesso di Eva sembrava essere il più gettonato fino all’800, anno in cui un movimento culturale e sociale mette in discussione i rapporti tra i sessi. Nasce
così il femminismo con la richiesta di pari dignità e diritti per la donna. L’atteggiamento di sottomissione viene lentamente messo da parte ed inizia un nuovo modo per rivendicare
il proprio potere: utilizzare la ribellione. In questo modo l’incontro con la propria Lilith interiore diventa la molla scatenante che permette alla donna di prendere posizione e lo fa, molto
spesso, entrando in competizione con altre donne.  
Tutti e due gli  atteggiamenti indicano debolezza ed inferiorità.

In realtà non ci sarebbe affatto bisogno di competere poiché, una volta riconosciuta la sua vera natura spirituale, la donna si apre a dimensioni superiori che le permettono di
interrompere la competizione ed iniziare la collaborazione!

E così, ogni volta che ti percepisci vittima, sfruttata, maltrattata, usurpata, tradita o abbandonata, prendi carta e penna e scrivi come ti senti, senza censurare nulla: poi chiudi gli
occhi e poni alla tua mente alcune domande:
Come posso fare per ritrovare il mio equilibrio?
Quali sono le risorse interiori che mi permettono di esprimere la mia essenza di donna?
In che modo posso migliorare la mia condizione personale? Ascolta ed accetta ciò che la tua Mente ti suggerisce e scrivilo.

E ricorda:
Il tuo valore è immenso
Ogni tuo pensiero è in armonia con l’Universo
Tu sei libera di esprimere il tuo Potere Personale senza timori
E’ facile, possibile e divertente per te ottenere Amore, Ricchezza, Serenità, Abbondanza, Relazioni appaganti … ecc

Una Mente Positiva
Crea immagini positive
Che materializzeranno esperienze positive

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Il testo qui pubblicato è il 4° capitolo tratto dal libro:

L’Anello Magico, PNL e l’autostima al femminile di Oriana Staiano, Valentina Giuffrè e Lucia Merico.
Ringraziamo le autrici dell’opera per la gentile concessione alla pubblicazione

Newsfood.com

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