Dimissioni: accordo su periodo per non interruzione del rapporto

D: Il lavoratore può essere chiamato a risarcire il datore di lavoro se ha firmato un accordo che lo obbligava a farlo in caso di dimissioni anticipate?

R: Con la sentenza del 12 luglio 2005, n. 17817, la Corte di Cassazione ha ribadito che, poiché le dimissioni costituiscono un diritto disponibile del lavoratore e, in quanto tali,
possono essere oggetto di negoziazione con il datore di lavoro, è possibile per il datore di lavoro concordare con il dipendente un periodo durante il quale quest’ultimo non è
libero di interrompere il rapporto suddetto. Quindi per la Corte è valido l’impegno assunto dal lavoratore di non dimettersi prima di un certo termine ed ha accolto le doglianze della
società ricorrente, escludendo che l’accordo iniziale costituisse una transazione e che avesse inciso su un diritto indisponibile del lavoratore.

«Il lavoratore subordinato – ha sostenuto la Suprema corte – può liberamente disporre della propria facoltà di recesso dal rapporto di lavoro, come nell’ipotesi di
pattuizione di una garanzia di durata minima dello stesso, per cui non contrasta con alcuna norma o principio dell’ordinamento giuridico la clausola con cui vengono previsti limiti
all’esercizio di detta facoltà, stabilendosi a carico del lavoratore un obbligo risarcitorio per l’ipotesi di dimissioni anticipate rispetto ad un periodo di durata minima».

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