Depurazione acqua non dovuta. Che fine hanno fatto i rimborsi? Beffa e crimine?

Depurazione acqua non dovuta. Che fine hanno fatto i rimborsi? Beffa e crimine?

Firenze – Milioni di euro che aspettano di tornare nelle tasche degli utenti italiani del servizio idrico; milioni che erano stati versati per depurazioni inesistenti o solo “in idea”;
milioni che i vari gestori idrici, da quando non fanno piu’ questo rastrellamento illecito, si sono ripresi aumentando i costi del  servizio o con nuovi balzelli anche perseguibili
penalmente (1).

Lo Stato? Promette, vara provvedimenti beffa e non rispetta nenache le proprie scadenze. Ora quella del 1 Ottobre, entro cui dovevano partire i rimborsi. 
Vediamo nei particolari la vicenda, il suo sviluppo e l’attualita’: 
* fino ad ottobre 2008 gli utenti del servizio idrico pagavano per la depurazione dell’acqua anche se la stessa non c’era. La legge 36/1994, all’art.14 era esplicita: si paga anche se gli
impianti non ci sono o gli stessi sono inattivi (2).
* l’8 ottobre 2008, la Corte Costituzionale, con sentenza 335/2008, asseriva: questo pagamento per la depurazione e’ un corrispettivo di prestazione contrattuale e non un tributo, quindi e’
irragionevole che sia dovuto in assenza del servizio (3).
* Una nuova legge 13/2009 (4) all’articolo 8 sexies stabilisce che: – non si paga se non ci sono gli impianti, ma se c’e’ un progetto si deve pagare (5);
– i rimborsi, entro il termine di cinque anni, a decorrere dal 1 ottobre 2009, sono dovuti ma dopo aver dedotto gli oneri derivanti dalle attivita’ di progettazione, di realizzazione o di
completamento delle opere avviate. Tutto questo con decreto del ministero dell’Ambiente che, indicando parametri e criteri, doveva essere emesso entro il 30/04/2009 (con successive applicazioni
sul territorio delle singoli Autorita’ idriche, Aato).

Quindi, mentre la legge 13/2009 fa carta straccia della sentenza della Corte Costituzionale (se stabilisce che si paga solo per un servizio fornito, perche’ la nuova legge fa pagare per i
progetti di questo servizio?), il ministero da’ un proprio ulteriore contributo non rispettando la tempistica per i rimborsi: oggi e’ 29 settembre e il 1 Ottobre e’ fra due giorni e, quand’anche
questo decreto fosse emanato in questi giorni, come farebbero le Aato a renderlo operativo sul territorio a partire dal 1 Ottobre? E’ ovvio che non faranno niente.

Quindi e’ piu’ che mai opportuno che ogni utente si organizzi per conto proprio e faccia partire la raccomandata A/R di messa in mora per esigere il dovuto (che e’ tale dalla sentenza della Corte
Costituzionale dello scorso ottobre 2008, e i soldi, tra averli e non averli, a parte i magri interessi legali, fa molta differenza). Qui la modulistica:
acqua rimborsi servizio depurazione_15196.php

(1) qui il caso di Firenze/Toscana: publiacqua fogne inesistenti societa seria_16263.php
(2) legge 36/1994. art.14. (Tariffa del servizio di fognatura e depurazione). 1. La quota di tariffa riferita al servizio di pubblica fognatura e di depurazione e’ dovuta dagli utenti anche nel
caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi. I relativi proventi affluiscono in un fondo vincolato e sono destinati
esclusivamente alla realizzazione e alla gestione delle opere e degli impianti centralizzati di depurazione. https://www.gevbologna.org/2011/01/23/la-chiusa-tra-i-patrimoni-unesco/ 36-94 risorse idriche.pdf
(3) servizio idrico integrato costituzionalita_14658.php
(4) https://www.camera.it/parlam/leggi/09013l.htm
(5) il pagamento della depurazione sara’ dovuto solo “a decorrere dall’avvio delle procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie
all’attivazione del servizio di depurazione, purche’ alle stesse si proceda nel rispetto dei tempi programmati”.

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