Influenza A: in Italia, in ospedale 1 malato su tre

Influenza A: in Italia, in ospedale 1 malato su tre

Nonostante la mancanza di un’ondata grave, in Italia l’influenza A preoccupa, spingendo i cittadini a ricorrere alla Sanità pubblica.

A dirlo, un documento dell’Ecdc (il centro Europeo di Controllo delle malattie), che sottolinea come, su 2740 contagi da virus H1N1, ci sono stati 704 ricoveri. In pratica, un malato su tre del
Belpaese ha sentito il bisogno di andare in ospedale. Tale situazione pone l’Italia al secondo posto in Europa per numero di ricoveri da influenza suina, (la seconda è la Francia con 159
ricoveri, 20 in terapia intensiva) e preoccupa: se il tasso di ricoveri dovette mantenersi alto, durante il picco dell’influenza A (previsto del periodo di Natale) potrebbero esserci milioni di
ricoveri oltre la media.

Tale ipotesi è pero considerata poco probabile da alcuni addetti ai lavori tra cui il dottor Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive all’ISS (Istituto Superiore di
Sanità).

Spiega il dottor Rezza: “In effetti nei primi mesi di epidemia i ricoveri sono stati piuttosto numerosi rispetto ai casi, anche se e’ bene ricordare che i malati in Italia non sono 2.470, che
sono solo quelli accertati, ma almeno 8.000. Tuttavia all’inizio e’ vero che ci sono stati ricoveri con 37 di febbre, tutti quelli con sintomi anche blandi si precipitavano in ospedale. Ma il
dato indicativo e’ quello dei ricoveri in terapia intensiva, e in Italia parliamo di poche unita’, quelle riportate dai giornali”.

Secondo Rezza, perciò, quando arriverà il picco, “Sicuramente il tasso di ospedalizzazione calerà’ molto, si capirà’ che e’ molto meglio curarsi a casa, con
l’ausilio del proprio medico di famiglia, e in pochi giorni nella stragrande maggioranza dei casi si guarirà’ senza problemi”.

Matteo Clerici

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