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De Castro sui crediti INPS

By Redazione

Bologna, 10 Ottobre 2007 – Nel corso di una conferenza stampa a Bologna il ministro Paolo De Castro ha presentato i primi brillanti risultati della campagna di ristrutturazione dei
crediti Inps nelle aziende agricole, che è stata prorogata al 31 ottobre.

Le richieste di adesione finora arrivate rappresentano un valore di 2,7 miliardi di euro di credito contributivo. Al primo posto le aziende del Mezzogiorno.

E’ andata oltre ogni più ottimistica previsione. Il ministro Paolo De Castro è visibilmente soddisfatto per l’andamento di questa prima ‘manche’ della campagna di ristrutturazione
dei crediti Inps nelle aziende agricole, i cui termini di scadenza, annuncia il ministro nella conferenza stampa che ha tenuto a Bologna, vengono prorogati al 31 ottobre.

Il ministro la definisce, senza tanti preamboli, come « la più imponente ristrutturazione di crediti mai realizzata». Una vittoria conseguita grazie all’impegno e alla
«fortissima collaborazione» delle organizzazioni agricole (Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Copagri) che il ministro ringrazia così come ringrazia l’Inps e le banche che
« ci hanno creduto e hanno reso possibile chiudere questa pagina».
La campagna di ristrutturazione dei crediti Inps in agricoltura, lo ricorda ancora una volta De Castro «è un’operazione realizzata totalmente nella sfera privata e che sta sul
mercato». Le adesioni hanno superato in valore i 2,7 miliardi, travalicando i due miliardi, fissato come limite per validare l’intera operazione.
Le adesioni sono arrivate a ritmo frenetico soprattutto negli ultimi giorni, «sfondando il tetto dei 150 milioni di euro al giorno» rileva il ministro. Da qui la decisione di
«dare più tempo agli agricoltori per aderire. Sappiamo infatti, precisa ancora De Castro, che maggiore è il livello di adesione e minore sarà il conto da
pagare».
Con l’attuale numero di richieste di adesioni arrivate, 49.000, pari ad un valore di 2,7 miliardi di euro di credito contributivo da ristrutturare, l’aliquota da pagare è del 28%. Se si
innalza a tre miliardi « gli agricoltori potranno avere un taglio complessivo di oltre il 75% dei debiti tra quota capitale, interessi e mora, e pagare solo il 25%» come spiega il
ministro durante la conferenza.
Coloro che invece non entreranno in questa operazione, ribadisce De Castro, saranno perseguiti per il 100%. «Gli agricoltori devono sapere, rimarca il ministro, che dopo il 31 ottobre non
ci saranno più sconti per nessuno e quindi chi non ha aderito, anche in questo caso di ulteriore opportunità, dovrà fare i conti per l’intero importo del
debito».
Sono circa 600.000 le aziende interessate all’operazione per un totale di circa sei miliardi di debiti pregressi. Ben il 70% delle attuali richieste di adesione viene dal Mezzogiorno mentre la
restante parte dalle regioni del Centro- Nord. In dettaglio, secondo i dati forniti dallo stesso ministro, il 27% delle richieste è arrivato dalla Sicilia, il 16 dalla Puglia, il 13
dalla Campania e il 12 dalla Calabria. Seguono, più distanziate Basilicata (5%), Lazio, Toscana e Emilia Romagna (4%), Sardegna (3%), Abruzzo e Lombardia (2%) mentre le altre regioni
rappresentano l’8% delle richieste.
Superate le loro posizioni debitorie le aziende che sono entrate nell’operazione avranno la possibilità, precisa De Castro « di concentrarsi sui problemi delle imprese e del
mercato e non perdere tempo con gli avvocati e i contenziosi con l’Inps».

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