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D'Alema: “Nessun timore o preoccupazione e nessuna pressione sui magistrati”

By Redazione

“Le intercettazioni telefoniche che mi riguardano non contengono alcun giudizio su personalità politiche; non conosco il Procuratore generale Blandini né ho avuto contatti con
alcun magistrato milanese né ho mai esercitato pressioni di alcun genere sulla magistratura”.

Così ha reagito il ministro degli esteri, Massimo D’Alema, dopo le presunte dichiarazioni rilasciate dal gip milanese Clementina Forleo nel corso dell’audizione davanti al Csm.

La Forleo, infatti, avrebbe raccontato alla Prima Commissione il colloquio avuto in via amichevole con il pg di Milano Mario Blandini., che le avrebbe detto di essere venuto a conoscenza delle
preoccupazioni di D’Alema in merito alla possibilità che fossero rese noti giudizi non positivi da lui espressi riguardo ad alcuni colleghi Ds, tra cui Piero Fassino.

Per queste ragioni, Blandini avrebbe suggerito al gip di essere prudente e di depositare solo le intercettazioni relative all’inchiesta Unipol-Bnl.
Chiamato in causa, D’Alema ha immediatamente diffuso una nota in cui spiega che non conosce la Forleo o Blandini e che non ha mai fatto pressioni sulla magistratura perché nelle
intercettazioni che lo riguardano (già rese pubbliche) non era presente alcun riferimento negativo riferito ad alcun collega: “A proposito di notizie relative a presunti timori o
pressioni che avrei esercitato in relazione alle indagini giudiziarie – si legge nella nota – intendo chiarire che le intercettazioni telefoniche che mi riguardano sono depositate presso il
Tribunale di Milano e ognuno può constatare che esse, peraltro già rese pubbliche, non contengono alcun giudizio su personalità politiche; non conosco il Procuratore
generale Blandini né ho avuto contatti con alcun magistrato milanese né ho mai esercitato pressioni di alcun genere sulla magistratura; non conosco il contenuto delle
dichiarazioni della dottoressa Forleo di fronte al Csm che d’altro canto sono, o dovrebbero essere, secretate”.

“Visti tuttavia i giornali di stamattina – conclude D’Alema – ho dato mandato ai miei legali di compiere gli atti giudiziari necessari per ristabilire la verità e tutelare la mia
onorabilità”.

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