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Cuneo: la Provincia progetta il miglioramento della scuola superiore

By Redazione

Cuneo, 2 Novembre 2007 -La Giunta provinciale ha affrontato in settembre e ottobre la programmazione della rete scolastica e valutato l’istituzione di nuovi corsi della scuola di secondo
grado, dai dati emerge la rilevanza del sistema scolastico, che interessa, a livello provinciale, 23000 studenti, distribuiti in 1100 classi, organizzate dalle 33 autonomie scolastiche. Nei
mesi scorsi le scuole hanno espresso un forte dinamismo e hanno presentato 13 istanze per l’avvio di 23 nuovi indirizzi di studio. Tutte le proposte sono state analizzate dagli uffici
provinciali, sono state realizzate Conferenze territoriali per bacino con gli amministratori dei Comuni sede di istituzioni scolastiche di secondo grado e incontri con gli Uffici Scolasti
provinciale e Regionale. Si sono evidenziati gli aspetti problematici vissuti dalle scuole, ma alla fine è, comunque, prevalsa la proposta di non procedere a modifiche degli indirizzi.

Il quadro normativo nazionale e regionale vive infatti una fase di profonda evoluzione. A livello nazionale il disegno previsto dalla legge 53/03 che articolava l’offerta in licei da una parte
e un canale di istruzione e formazione professionale dall’altra, è stato sospeso, prorogando al 2009/2010 la riforma scolastica. Si prevede, inoltre, la riduzione e l’ammodernamento
degli indirizzi dell’istruzione tecnico-professionale. La nuova attribuzione alla Regione di funzioni e di competenze sta impegnando il Consiglio regionale in una profonda revisione della
materia con l’approvazione di due provvedimenti normativi: un primo sull’istruzione, il diritto allo studio e la libera scelta educativa ed un secondo sul sistema regionale di istruzione e
formazione professionale. Dalla recente normativa viene dato ampio rilievo all’educazione degli adulti ed in particolare si prevede la riorganizzazione, su base provinciale, dei centri
territoriali permanenti per l’educazione degli adulti e dei corsi serali, in Centri provinciali per l’istruzione degli adulti.

La Provincia ha operato all’interno di questo scenario in evoluzione e dei precisi indirizzi emanati dalla Regione che, da una parte ha rilevato la necessità di ridefinire i criteri per
una più organica revisione della rete scolastica piemontese, e dall’altra ha limitato per l’anno 2008/2009 le modifiche alle sole esigenze indilazionabili. La Provincia ha ampiamente
affrontato il tema sia nella quinta Commissione consiliare che in Giunta con l’obiettivo di fornire a ragazzi e famiglie il miglior servizio scolastico possibile considerando in particolare le
condizioni che assicurano percorsi di studio di qualità. Il territorio provinciale è molto vasto e richiederebbe maggiore diffusione delle scuole, negli anni passati si è
favorito l’avvio di nuovi corsi ma non sempre è poi stato possibile attivarli e garantire una buona qualità del servizio. D’altra parte la qualità della formazione erogata
dipende anche da fattori oggettivi, quali la possibilità di consolidare un gruppo di docenti stabile e di fruire di laboratori idonei ed attrezzature specifiche. Le dimensioni ridotte
delle scuole spesso non consentono investimenti adeguati in risorse umane, locali e strumenti. Si verifica inoltre che le famiglie nella scelta della scuola superiore non valutano soltanto la
vicinanza, ma soprattutto i contenuti della proposta didattica.

Considerando l’articolazione delle autonomie scolastiche e la vasta gamma di corsi già attivi nelle scuole, la Giunta provinciale ha deciso nei giorni scorsi di non procedere a ritocchi
dell’offerta formativa sull’intero territorio provinciale e di non attivare nuovi indirizzi di studio per l’anno scolastico 2008/2009, ma di avviare un percorso di analisi e uno studio
approfondito per riorganizzare l’intera offerta scolastica. L’impegno della Provincia si inserisce poi negli obiettivi previsti dalla Regione di istituire un gruppo di lavoro
interistituzionale, che dovrà elaborare criteri omogenei per rivedere il piano di dimensionamento scolastico approvato nel 2000. L’anno scolastico 2008/2009 non registrerà
novità nell’offerta formativa delle scuole, ma sarà utilizzato per organizzare dati, informazioni e progetti che dovranno essere condivisi con tutti gli attori, in modo
particolare i Comuni ed il mondo della scuola, in vista della programmazione per l’anno scolastico 2009/2010.

“La decisione assunta dalla Giunta provinciale – ha commentato l’assessore alla Pubblica Istruzione e all’Università Vito Valsania – in stretto collegamento con il Provveditorato agli
studi provinciale e regionale e secondo gli indirizzi indicati dalla Regione, ha incontrato il favore dei Comuni e degli Istituti della scuola di secondo grado. La Provincia realizzerà
nei prossimi mesi uno studio approfondito sulla situazione della scuola secondaria, per assumere poi una decisione adeguata e conforme alle esigenze del territorio il prossimo anno”.

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