Cremona: Dopo la Latteria Soresina, ora tocca al Consorzio Casalasco del Pomodoro

La visita al Consorzio Casalasco del Pomodoro di Rivarolo del Re è stata la seconda tappa, dopo quella alla Latteria Soresina, della visita alle strutture produttive più
significative del territorio da parte della Commissione Attività produttive e Agricoltura del consiglio provinciale.

I consiglieri sono stati ricevuti dal presidente del Consorzio, Paolo Voltini, che ha illustrato la realtà dell’azienda.

Si tratta di una cooperativa “pura”, i cui soci cioè sono per l’80% i produttori e per il 20% altre realtà consortili, come il Consorzio agrario, nata
nel 1977e cresciuta nel tempo fino a diventare, oggi, azienda leader italiana ed europea nel settore, in grado di offrire una gamma molto diversificata di prodotti, dal pomodoro
lavorato ai sughi pronti a diverse bevande a base di frutta.

La parte nuova dello stabilimento, dedicata alle linee dei prodotti finiti, è ricavata in un ex calzificio andato in crisi alcuni anni fa, e la sua realizzazione ha comportato un
investimento di circa 18 milioni di euro.

Alcuni numeri: nel 2002 il Consorzio fatturava circa 62 miliardi; nel 2007 i ricavi sono stati 71 milioni di euro, con un trend di crescita costante a due cifre pur in un periodo di
sofferenza del comparto agroalimentare. Recentemente il Consorzio ha acquisito due aziende, fra cui la Boschi dalla Parmalat, e alcuni marchi, come Pomì (e Pomito per la
Germania), ha aperto una società commerciale negli Usa per essere presente in quel grande mercato. Quest’anno, nonostante le condizioni meteorologiche avverse, ha lavorato
2,3 milioni di quintali di pomodoro. Nel 2008 il gruppo, compresa la Boschi, arriverà a un fatturato di 220 milioni di euro.

Il segreto di una tale performance?

Voltini ne ha elencati sostanzialmente tre: il primo sta proprio nella struttura dell’azienda, i cui soci sono gli stessi produttori agricoli, ai quali vengono forniti servizi
importanti, dall’acquisto di semi e piantine per la produzione alla copertura assicurativa con polizze contrattate per tutti e quindi convenienti, al prezzo mediamente superiore
per il prodotto conferito, che è sempre stato interamente ritirato anche in anni di crisi. Ciò permette una grande fidelizzazione dei soci stessi.

Il secondo segreto è l’intuizione, e la capacità di realizzare una valorizzazione della materia prima, non limitandosi a produrre il semilavorato, ma un intero
pacchetto di prodotti finiti pronti per il consumo finale, studiati con i clienti, insieme ai quali si fanno ricerca e sviluppo, indagini di mercato, prove di prodotto. Ciò ha
consentito di acquisire e mantenere rapporti con grandi aziende anche multinazionali come Barilla, che resta il cliente principale, Unilever, Kraft ed altri. Ora la gamma è
completata anche dai prodotti con i marchi propri.

Il terzo segreto è la qualità, sulla quale il Consorzio ha puntato decisamente con investimenti cospicui, acquisendo le certificazioni sia di prodotto che di processo ma
anche quelle di filiera: vogliamo arrivare, ha detto Voltini, alla certificazione di tutte le aziende dei nostri soci fornitori. E’ inoltre già in dirittura di arrivo la
certificazione ambientale Emas.

Se a tutto questo si aggiunge uno staff dirigenziale giovane, tutto di età compresa fra i 35 e i 40 anni, professionalmente preparato ed entusiasta, l’utilizzo di materie
prime totalmente italiane, ecco la ricetta del successo del Consorzio Casalasco del Pomodoro. Anche se, ha precisato il presidente, la sfida non è ancora definitivamente vinta:
“in questi ultimi anni abbiamo posto le basi, che riteniamo solide, per essere competitivi sul mercato italiano e internazionale”.

La realtà illustrata dal presidente ha sorpreso i commissari: per tutti ha commentato il presidente della commissione Pierluigi Tamagni, che si è dichiarato piacevolmente
sorpreso di vedere una simile realtà produttiva nel territorio. Sono seguite numerose domande, e l’impressione molto positiva è stata rafforzata da una breve visita
ad alcuni reparti produttivi.

Ha concluso l’incontro l’assessore provinciale all’Agricoltura Giorgio Toscani: “Questa – ha detto – è una realtà che esprime
l’eccellenza del nostro territorio. Imprenditori lungimiranti e capaci hanno saputo trasformare una realtà di agricoltori volonterosi in un’azienda competitiva. Con
la Provincia c’è da sempre una proficua collaborazione. Noi controlliamo il loro lavoro e non ci sono mai stati problemi di rapporti. Una recente visita da parte di una
delegazione europea è stata un successo. Sono certo che i valori sociali e cooperativistici che restano alla base dell’attività del Consorzio sapranno consentirgli
di superare positivamente anche questa fase certamente difficile della congiuntura internazionale generale e particolare del settore agroalimentare”.

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