CORONAVIRUS E VINO – Strategia e consumi, intervista a Comolli

CORONAVIRUS E VINO – Strategia e consumi, intervista a Comolli
17 aprile 2020

 

CORONAVIRUS E IMPATTO STRATEGICO GENERALE SU VINO E CONSUMI

Intervista a Giampietro Comolli

Cosa si può fare per il vino italiano (e altri grandi prodotti made in Italy); cosa si aspettano gli imprenditori dell’agroalimentare per far ripartire l’economia del Paese?
Covid19  ha dimostrato che l’Italia ha bisogno di innovazione tecnologica, digitale, smartphone, app semplici, pos per pagamenti telematici e semplificazione.
La burocrazia nazionale e regionale sul vino chiude opportunità di vendite e mercati… lasciando spazio libero alla concorrenza che non aspetta altro per rodere fette di mercato al nostro primato!
Fisco alleggerito: anche iva diversa a seconda del valore del vino. Anche la PAC 2021-2027 dovrebbe essere totalmente modificata, come dice Comolli ormai da diversi anni.
Gli chiediamo una riflessione strategica per arrivare ad atti concreti da fare subito per il domani postCoronavirus.  
Come redazione Newsfood sono anni che accogliamo interventi e sollecitiamo risposte a domande a Giampietro Comolli  sul tema Pac 2021-2027 e proposte di innovazione vitivinicola.
Il paese Italia del vino, primo esportatore e primo produttore al mondo, ma non primo produttore e primo consumatore pro-capite come era invece solo 25 no5 anni fa, oggi ha nelle cantine 60 milioni di ettolitri di giacenza (1 anno intero di produzione + una altra metà circa) che occorre smaltire perchè a settembre ci sarà un’altra vendemmia. 
Comolli che previsioni generali si possono fare sulla domanda di bevande alcoliche e vino nei prossimi anni?

Ci sono troppe variabili ancora non chiarite in UE, a Roma e nelle Regioni. La situazione 2020 è molto più complessa e rischiosa del 2008. Oggi si parte dal consumatore finale che è assente sul mercato, offerta disponibile, domanda assente. L’economia è molto semplice in questa situazione. In più ci sono fattori mentali, sociali e civili, di rapporti, di scelte di vita. Il modello “consumistico a 360 gradi” instaurato e alimentato nel mondo occidentale senza alcun binario, paracadute, autocontrollo e gestione del danno diretto e indiretto da eventi calamitosi, è entrato in crisi. C’è chi spara un danno di 15 mld/euro settimana in Italia. Ma non è il danno che va sanato, sono le politiche che non hanno permesso di governare il danno che vanno trovate e applicate. Pochi decisori mondiali, molti modelli oligopolistici finanziari non servono a nulla difronte a una pandemia: tutti crollano. E’ una barriera di accesso e penetrazione al mercato-consumo che non ha antidoto. La logistica non è attrezzata e pronta. La globalizzazione subisce se stessa impotente.
Comolli ma nessun economista ha mai previsto e studiato situazioni analoghe?
Nessun premio Nobel dell’economia negli ultimi 30 anni ha previsto questa ipotesi di scontro reale non dipendente da econometria, geoeconomia, matematica, algoritmi, integrali. Il blocco di accesso al mercato, inficia tutti i calcoli e gli indici. Il dualismo esistente, viene portato all’estremo con una catastrofe del genere: a una economia fissata della produzione, fornitura, moneta, bilanci, prestito, spread  basata sul capitale e la globalizzazione si scontra con un mercato “locale” che chiede invece fiducia, elasticità,  autosufficienza, libertà, piccola impresa, capacità di spesa.
Quindi è tutto un modello – e tocca anche il vino, le bevande, il cibo, il turismo… – sociale economico spinto alla capitalizzazione, delocalizzazione, accentramento, economie di scala anche nello spazio occupato, concentrazione umana, vetrine, virtualità, prestiti e interessi(surprime è stato solo un primo effetto dei rating e dello spread) perdente difronte ad una serrata commerciale. E’ una vittoria dell’economia reale verso l’economia finanziaria, ma purtroppo oggi troppo dentro in tutti i gangli per potersene liberare con una sgommata.  
In una situazione come questa però cancellare tutto, ripartire da capo, è impossibile; occorre gradualizzare tutto ma c’è  un obiettivo chiaro?  E soprattutto, c’è una volontà politica italiana ed Europea, a trovare una soluzione che soddisfi gli imprenditori Italiani??
Giusto, il sistema va ricondizionato, riposizionato, gradualizzato con separazioni, priorità, servizi alla persona, lo Stato che monopolizza non è un bene deve dare indirizzi certi, controllare, non gestire e ogni settore ha un bisogno diverso in termini di tempi, luoghi, spazi, aiuti iniziali, sgravi, sostegni, politiche urgenti e di lungo periodo. Vinceremo il coronavirus se il Governo italiano e l’Europa sapranno governare alto una settorializzazione e tempistica di interventi e azioni partendo da certezze sanitarie e non da caotiche e partitiche prese di posizione. Il consumatore deve avere soldi in tasca per acquistare. Ma quali e quanti consumatori potranno permettersi atti di acquisto. Da qui le filiere dei consumi, ma non secondo la logica lineare e orizzontale.  
Comolli quindi per uscirne sarà necessario un mix fra differenzazione ed efficentamento?
Perfetto. il digitale permette massimi controlli attivi e passivi, vanno dosati catalogati, non abusati. Se non c’è un’armonia a monte di norme fiscali, tributarie, sanitarie, occupazionali, assistenziali,  leale e libera concorrenza, eliminazione di accise e dazi, reciprocità identitaria, logistiche in tutta Europa diventa difficile “guidare” le peculiarità nazionali che hanno bisogno di più tempo. Il consumo di bevande alcoliche e vino in generale non diminuirà, se ci saranno gli adattamenti detti. Viceversa in 3-5 anni potremmo assistere a una perdita del 11-23% a secondo del tipo di bevanda alcolica, cultura e luoghi di consumo, prezzo e accessibilità d’acquisto.
Sembrerebbe che ci sia stato un incremento vendite di bevande alcoliche e vino in gda con la chiusura dell’horeca? 
In assoluto e in generale l’acquisto è aumentato del 5,8% in Gdo-Gda rispetto al 1°trim.2019, periodo che aveva fatto registrare una stabilità di volume e un incremento di valore rispetto al 2018 e 2017, tenendo conto che è un trimestre “piatto” per la cavalcata degli spumanti. Per vini fermi e bevande alcoliche non c’è stato un incremento significativo nei primi due mesi dell’anno, mentre marzo 2020 su marzo 2019 l’incremento è stato quasi del 7,4%.   
 
Molti studi affermano che le abitudini alimentari e bevande degli italiani stanno cambiando con il lockdown?
Le abitudini alimentari sono cambiate più dei vini, mentre qualche superalcolico ha avuto una crescita non normale, dettato da ricorrenze e feste particolari. Come Ovse abbiamo registrato un aumento di consumo vini spumanti e frizzanti, più per i vini rossi che bianchi e un calo per vini speciali. Nessun cambio, se non un calo, per vini stranieri. Il prezzo sullo scaffale condiziona. In molti supermercati vincono Lambrusco, Prosecco, vini siciliani. In qualche enoteca aperta (ma il 60% non fa consegne a casa) crescono intorno al 1/3% i vini rossi tranquilli, I vini speciali. Nei  piccoli negozi non c’è stata una gande crescita, ma scelta più dedicate a etichette “di vicinato locale” anche di prezzo sostenuto.  
Comolli quali sono, e saranno, le principali sfide delle aziende vinicole verso l’export?
La pandemia ha tolto dalla scena il protezionismo sul vino, ma non i dazi. Tema che deve essere al centro di una politica commerciale intenazionale da rivedere totalmente fra prodotti primari e secondari, fra libero e leale mercato, difesa e tutela delle prerogative Doc riconosciute o non riconosciute. Temi da affrontare prima in termini legislative, legali, giuridici. L’export può risentire meno le sfide se il sistema logistica-trasporti-comunicazione verrà adattato alle necessità di sicurezza, distribuzione, costi e servizi. Il vino Italiano può essere un biglietto da visita importante. Occorre una vision politica alta e di lungo periodo di grande efficenza logistica. La pandemia influisce meno, più male fanno dazi, protezione, accise, iva alta, distribuzione non governata, piattaforme in mano a terzi. L’Italia deve gestire le piattaforme del vino Italiano all’estero consentendo acquisti diretti online anche per tutta l’horeca straniera.   
Foto di copertina:
Tramonto del CoronaVirus di Vittorio Bottacin (VictorChef)
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