Eparina e flavonoidi, Resveratrolo – Ricerca Italiana al lavoro…by Comolli

Eparina  e flavonoidi, Resveratrolo – Ricerca Italiana al lavoro…by Comolli

13 #POSTCORONAVIRUS:

TREDICESIMA PUNTATA AGGIORNATA SUL POST CORONAVIRUS
Data: 13 aprile 2020

#postcoronavirus (11)… Eparina e flavonoidi, Ricerca Italiana al lavoro
by Giampietro Comolli

#postcoronavirus (13)

#postcoronavirus – RICERCA ITALIANA AL LAVORO- IMPORTANTE E’ ARRIVARE PRIMA POSSIBILE
#postcoronavirus.
La ricerca medica sta lavorando. Impegno fra naturalità e microbioti. Eparina e flavonoidi possono essere importanti. La ricerca scientifica è impegnatissima. Diversi Istituti farmacologici e medici all’opera. La microbiotica italiana sta dando un grande contributo.
Antiossidanti naturali al centro della ricerca. Il Covid19 insegna come dobbiamo costruire i nuovi ospedali, le case di cura, le cure domestiche, i pronti soccorso. Ottimo lavoro dell’istituto farmacologia del CNR       
Diversi sono gli studi che negli ultimi 40 anni si sono sviluppati nel mondo dopo che si iniziò a parlare di “paradosso francese”. Già negli anni 1985-1990 il professor Mario Fregoni, mio mentore e docente di viticoltura all’agraria di Piacenza, studiava i fondamenti scientifici e microgenetici che potevano essere collegati alla forte riduzione di cancro e problemi cardio vascolari nei bevitori regolari di vino, senza eccessi già allora, rispetto agli astemi.
Perché in certe regioni vitivinicole contadine italiane e francesi si riscontrava questa differenza? Quali erano gli agenti di tali effetti. E’ in quegli anni che ho sentito parlare per primo del resveratrolo e delle probabili proprietà terapeutiche o coadiuvanti di una terapia medica: presente in natura più in certi vitigni.
Il vino contiene polifenoli, molecole responsabili di caratteristiche sensoriali che si trovano per la maggior parte nelle bucce, nei raspi e nei vinaccioli. Tra i polifenoli, ci sono i tannini ed i flavonoidi, tra cui il resveratrolo. È un principio attivo contenuto anche in mirtilli, more e pistacchi avente delle proprietà anticancerogeniche ed antiaterogene, antiossidanti ed antinfiammatorie come oramai accertato da diverse università mondiali, dal Canada all’Australia. Questo microelemento salvaguarda e tutela il nostro organismo grazie all’azione che esercita sul sistema cardiaco e sul tessuto osseo.
L’università Federico II di Napoli aveva già studiato la pasta alla vinaccia di Aglianico dell’Irpinia. La pasta regina della dieta mediterranea aggiungeva anche questo fattore salutistico in più segnando uno sviluppo della nutraceutica e ristoceutica nazionale.
Come l’Aglianico in Italia ci sono diverse uve autoctone importanti: Sangiovese, Bonarda, Croatina, Nebbiolo, Corvina,  Barbera. Il progetto è frutto del lavoro dell’equipe del dipartimento di Farmacia, già pubblicato, in cui emerge che gli estratti di Taurisolo, ricco di resveratrolo e catechine biodisponibili, agiscono sul sistema vascolare dell’organismo coadiuvando la riduzione delle ostruzioni arteriose e venose, mantenendo integri i capillari sanguigni periferici e agendo come antiging contro i metaboliti tossici nell’intestino derivanti dal consumo di carne rossa.
A questa brillante ricerca si aggiunge, oggi, quella di ricercatori cinesi ed europei, pubblicata già su riviste scientifiche in cui sempre il resveratrolo è stato utilizzato in sperimentazioni in vitro e su animali diversi per bloccare lo sviluppo di molecole beta che causano infezione e infiammazione da patogeni virali.
Anche il dipartimento di Farmacia ha attivato un protocollo sperimentale con l’ospedale Monaldi insieme al dipartimento di pneumonologia che ha già testato soluzioni in aerosol per pazienti affetti da tbc bacillifera con primi risultati soddisfacenti. Ora sarà l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) a stabilire la sperimentazione vera e propria e la valenza terapeutica verso gli attacchi virali.
Altri ricercatori italiani del Cnr, Infn, Università di Camerino e Ricmass sono anch’essi attivi nella ricerca di elementi che possono bloccare e combattere gli attacchi causati dal coronavirus di questi giorni con analisi ripetute su periodi di 28 giorni (quarantena doppia). Una nota informativa sui primi risultati è già stato inviato al premier Conte e al ministro Speranza, in cui i ricercatori  sottolineano l’importanza di fare una scelta nazionale unica e omogenea, non parziale e diversa da zona a zona, in merito alle politiche di contenimento e di valutazione delle ricerche poiché la diffusione è molto ampia.
Il gruppo di lavoro, composto dai proff. Bianconi, Perali, Marcelli, Campi, Ravagnan e Crisanti, segnala di aver applicato un metodo di analisi di confronto fra la crescita di molecole polimorfiche con l’evoluzione epidemiologica del contagio. 
I primi risultati consigliano di anticipare il più possibile l’uso di tecniche di tracking  individuale e di isolare in strutture “ricettive”  controllate per la quarantena solitaria assistita (vedi ospedali temporanei aggiuntivi) dedicata ai pazienti positivi asintomatici a rischio di  contagio. Questa dislocazione e distribuzione logistica terapeutica diventa una indicazione strategica fondamentale di come la “medicina ospedaliera” deve mutare subito nella strumentazione, strutturazione e infrastruttura anche costruttiva.
In stretta comunione di ricerca, presso l’Istituto di Farmacologia Traslazionale (già Medicina Sperimentale) del Cnr di Roma, il gruppo dei proff. Falchetti, Fuggetta, Lanzilli, Tricarico e Ravagnan ha già individuato nel 2001  l’azione immunomodulatrice del resveratrolo (polidatina – idrossistilbene). 
In particolare Giampietro Ravagnan ha poi  pubblicato una analisi degli effetti del resveratrolo (quello ricavabile dal consumo responsabile di un calice di vino rosso) sul sistema immunitario umano dimostrando il significativo effetto reale, quantificabile, sul microbiota  anche stimolando una produzione di defensine che migliorano la difesa naturale dell’epitelio dell’intestino. 
Sembra anche che la polidatina, resistente alla ossidazione enzimatica nel sangue e precursore del resveratrolo, nella formulazione orosolubile possa avere  una funzione propedeutica protettiva da attacchi dovuti a  virus influenzali, come la SARS, ma i ricercatori confidano che possa essere utile anche per il COVID19. Al di là del noto legame resveratrolo-vino rosso, è importante collegare queste ricerche con quelle di altri paesi nel mondo e di altri noti chirurghi cardiovascolari come il dott Spagnolo, che sono sempre più convinti che il coronavirus non sia causa diretta della polmonite interstiziale, ma della creazione nelle vie vascolari di piccoli trombi periferici, in numero elevato, che non permettono l’ossigenazione del sangue nei polmoni e quindi determinando ipossia: da qui l’importanza dei saturimetri e l’utilizzo anche di una sostanza come l’eparina, ma sotto stretto controllo medico per assunzioni e dosi equilibrate per ogni organismo.
Sarà importante quindi capire presto anche se i pazienti già in cura a dicembre e gennaio scorso con preparati a base di eparina sono stati immuni dal coronavirus. 
La ricerca biomedica è molto attiva, sta vagliando ogni strada in modo continuo, sta usufruendo anche di patologi esperti, perché tutti concordano: solo il vaccino, la certezza della terapia e stili nutrizionali e di vita quotidiana a tavola e non possono  liberarci da questo disastro, favorendo e potenziando anche le difese naturali delle persone.           

Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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