Contro il Coronavirus, Enea mette a disposizione della comunità scientifica il supercomputer Hpc Cresco6

Contro il Coronavirus, Enea mette a disposizione della comunità scientifica il supercomputer Hpc Cresco6

L’Enea apre al mondo della ricerca il supercomputer Hpc Cresco6 nella lotta al Covid-19 

di Maurizio Ceccaioni

In questa delicata fase della nostra vita, tanti organismi di ricerca sono impegnati a livello mondiale nella lotta al Covid-19, questo virus che in pochissimo tempo ha stravolto la nostra esistenza quotidiana. Dopo la messa a disposizione dei computer di Cineca, il Consorzio Interuniversitario impegnato nel bando europeo Horizon 2020 per contrastare l’epidemia da Coronavirus, anche Enea ha dato libero accesso ad Hpc Cresco6, alla comunità di scienziati impegnata nella ricerca di un vaccino.
Si tratta di uno dei supercomputer più potenti in Italia e può eseguire fino a 1,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo (1,4 PetaFlops). Una potenza di calcolo fondamentale per testare rapidamente l’efficacia dei tanti composti sotto esame, attraverso simulazioni atomistiche di dettaglio condotte su migliaia di processori paralleli, per una stima affidabile del ruolo inibitorio delle molecole.

L’infrastruttura operativa di questo High Performance Computing è fisicamente allocata presso il Centro Enea di Portici (Na). Nei giorni passati, il professore Piero Procacci, docente di Chimica fisica nel Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff” dell’Università di Firenze, coadiuvato dai giovani ricercatori Marina Macchiagodena e Marco Pagliai, attraverso algoritmi è al lavoro per progettare un farmaco capace di bloccare il meccanismo di replicazione del Coronavirus. Al momento, utilizzando tecniche di simulazione per riprodurre fedelmente quanto accade a livello molecolare negli esperimenti di laboratorio, avrebbe identificato almeno due composti utili a realizzare un farmaco inibitore, capace di interferire sulla struttura di una proteina che riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo del virus.

«Riteniamo che il supercomputer possa dare un contributo vitale in questo momento cruciale per il nostro Paese, nello sviluppo di trattamenti, vaccini e miglioramento dell’elaborazione dei dati», ha sottolineato il presidente Enea, Federico Testa.
Hpc Cresco6 è il fiore all’occhiello dell’ente pubblico di ricerca italiano, che opera nei settori dell’energia, dell’ambiente e delle nuove tecnologie. Grazie al raddoppio della sua potenza di elaborazione, durante SuperComputing di Dallas 2018, la principale conferenza nel campo dell’informatica scientifica, è stato annunciato che Cresco6 si è collocato al 420° posto nel prestigioso Progetto TOP500, che dal 1993 aggiorna la lista dei supercomputer più potenti al mondo.
Cresco6, il cui acronimo significaCentro computazionale di RicErca sui Sistemi Complessi’, è impiegato in numerosi campi di applicazione, tra cui lo ‘sviluppo di modelli previsionali sui cambiamenti climatici e sull’inquinamento atmosferico’; ‘studio di nuovi materiali per la produzione di energia pulita’; ‘simulazioni per la gestione di infrastrutture critiche’; ‘biotecnologia’; ‘chimica computazionale’; ‘fluidodinamica per il settore aerospaziale’; ‘sviluppo di codici per la fusione nucleare’.

 

Per accedere alle potenzialità delle risorse di calcolo dei sistemi di Cresco6, i ricercatori dovranno inviare una email a crescoforcovid19@enea.it. Per maggiori informazioni: ict.enea.it

 

 

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