Contro gli animalisti. A Roma il convegno “viene primo l’uomo o la gallina?”

Contro gli animalisti. A Roma il convegno “viene primo l’uomo o la gallina?”

Un convegno per difendere l’eccellenza del settore zootecnico, per proteggere le sue eccellenze contro gli attacchi delle associazioni animalisti.

Questo è “Viene prima l’uomo o la gallina?”, organizzato da Carlo Giovanardi (PDL) ed ospitato alla Camera.

Durante il convegno, politici e rappresentanti del mondo imprenditoriale hanno voluto difendere l’azione dell’uomo sugli animali.

Tutti i presenti hanno aderito all’idea che l’uomo conta più degli animali: per quanto il loro benessere sia degno di considerazione, la salute umana e le possibilità di sviluppo
economico pesano di più.

Come ha sintetizzato il senatore Giovanardi, “Pur nel pieno rispetto della sanità degli animali non bisogna privilegiare gli animali rispetto agli uomini perché da ciò
può dipendere la possibilità o meno di uno sviluppo economico“. Con queste parole, Giovanardi ha citato la filosofia di Monsignor Mauro Cozzoli, ordinario di Teologia
morale alla Pontificia Università Lateranense, anch’esso presente al convegno.

Dopodiché, sono stati esaminati diversi aspetti della questione.

In primis, l’alimentazione.

Alcuni studiosi hanno così evidenziato il ruolo-base della carne e delle proteine animali in una tavola equilibrata.
Tra i relatori, Giorgio Calabrese. Per il nutrizionista, le proteine animali sono “Vagoni di un treno ad alta velocità”, mentre quelle vegetali sono vagoni senza matrice vagone letto.
Per questo, la carne risulta essenziale a bambini, donne incinte ed anziani. Calabrese consiglia allora di mangiarla con attenzione, meglio se con cereali e legumi.

Poi, la questione del lavoro. Soprattutto nel settore zootecnico, ma anche comparti di moda (pellicce e capi d’origine animale), farmaceutica, la produzione di mangimi e la chimica. Tali
settori danno lavoro a numerosi italiani e sono pilastro dell’economia nazionale: per questo, alcune campagne ecologiste possono avere effetti negativi rilevanti, specie in un momento di crisi
generale.

Sintetizza Giovanardi: “Il settore zootecnico rischia di andare in crisi per una martellante campagna animalista che contesta alla radice, ad esempio, la possibilità di utilizzare
le pelli di animali per il made in Italy”.

A ribadire opportunità e vulnerabilità Luigi Scordamaglia, vicepresidente di Federalimentare e di Assocarni.

Per cominciare, cifre in chiaro: Scordamaglia ricorda come il comparto zootecnico nazionale vanti 320.000 allevamenti con una capacità di 40 miliardi di Euro di fatturato. Economia a
parte, gli addetti ai lavori rispettano sia le norme per il benessere animale che per la sicurezza dei consumatori. Perciò, le campagne animaliste sono inaccurate e “Legate ad una
strumentalità dei comportamenti, che speriamo cessi al più presto”.

Matteo Clerici

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