PETA, un sito porno per la dieta vegetariana

PETA, un sito porno per la dieta vegetariana

By Redazione

Mettersi davanti al computer. Poi entrare in un sito porno e godersi le immagini erotiche. D’un tratto, la sorpresa: le contorsioni amatorie spariscono, per essere sostituiti da immagini di
maltrattamenti sugli animali. Sullo schermo passano riprese da macelli ed allevamenti, alternati da statistiche e dati su cosa comporta una dieta a base di carne.

Questo il più recente progetto della PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), impegnata a favore della dieta vegetariana e vegana.

Come ricordano diversi media, tra cui l’Huffington Post, gli animalisti USA non sono nuovi a fini non convenzionali per tutelare gli animali. Pamela Anderson ed altre bellezze si sono spogliate
per protestare contro l’uccisione delle foche e l’uso delle pellicce. Contro il consumo di carne, si sono messe in mostra foto e rappresentazioni cruente. Fino ad oggi, il massimo della forza
d’urto è stato però raggiunto dai Veggie Love. Tali spot, dove belle donne amoreggiavano con verdure, erano così fisicamente espliciti da ricevere diverse censure, tra cui
il divieto di presenza al SuperBowl.

Tuttavia, il progetto in corso promette di raggiungere un nuovo livello, di ascolti e violenza documentaristica.

Come detto l’esca sarà un sito .xxx., la cui estensione attirerà gli amanti di contenuti pornografici. Tuttavia, le immagini hot andranno presto via, lasciando la scena a
documentari su come si ricava la carne. E, per convincere a mollare polpette e braciole, non si userà il fioretto, per nulla.

Da sempre amanti della realtà senza censura, i dirigenti PETA promettono di rendere chiaro il sistema, senza le censure o le metafore (a volte) usate nelle precedenti pubblicità.
Allora, per usare le loro parole, “Vedrete quel genere di cose che spesso in TV vengono censurate, perché le immagini sono così crude e violente da diventare impossibili da
trasmettere”.

FONTE: Tara Reilly, “PETA Plans A Porn Site” Huffington Post, 19/08/011

Matteo Clerici

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