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Nuove gabbie da polli, la Gran Bretagna apre la via

Nuove gabbie da polli, la Gran Bretagna apre la via

By Redazione

Dal 1 gennaio 2012, una direttiva dell’Unione Europea rende illegali le gabbie convenzionali, quelle che danno ad ogni volatile uno spazio inferiore a 550 centimetri quadrati, meno di un foglio
A4.

Le nuove strutture dovrebbero dare ad ogni volatile almeno 750 centimetri quadrati, abbastanza spazio per aprire le ali, appollaiarsi, fare un nido di paglia.

Ciò detto, la recezione del provvedimento non è uniforme. Adesione negata (almeno per ora) di Italia, Francia, Belgio, Bulgaria, Cipro, Polonia, Portogallo, Romania e Slovacchia.
In dubbio, Grecia, Ungheria, Lettonia e Spagna.

Unica adesione entusiasta, quella della Gran Bretagna.

Nel Regno Unito, la maggioranza delle galline ha già cambiato sistemazione, entrando nelle gabbie migliorate o diventando ruspante.

A sostenere parte delle spese, la British Hen Welfare Trust, capace nel solo 2005 di trovare casa a 300.000 galline.

Più che soddisfatta la fondatrice, Jane Howorth: “Il responso del pubblico è stato davvero fenomenale”. Tuttavia, la strada non è finita: “Queste cose non sono mai semplici
e mentre la Gran Bretagna rispetta le nuove leggi, molti Paesi esteri non lo fanno e noi continueremo a vedere uova da batteria importate nel Regno Unito, molte delle quali finiranno nei cibi
pronti”.

Allora, la faccenda ha anche risvolti economici “Questa sarà una dura sfida per gli allevatori britannici, che faticheranno a competere con uova a basso costo provenienti dall’estero.
Chiediamo perciò ai consumatori di continuare ad appoggiare gli allevatori britannici e ad insistere per avere uova nostrane e, dove possibile, provenienti da galline ruspanti”.

Matteo Clerici

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