Contrada, si allontana la Grazia

Iter complicato per la Grazia a Bruno Contrada, l’ex numero due del servizio segreto civile in carcere per concorso in associazione mafiosa, il 12 dicembre scorso il giudice di sorveglianza di
Santa Maria Capua Vetere, dove Contrada è recluso, ha bocciato la richiesta di differimento della pena spiegando che le patologie di cui soffre l’ex agente del Sisde, non sono
estremamente gravi e comunque sono trattabili in carcere.

Molto dure le reazioni alla richiesta dei protagonisti della lotta alla mafia. Il presidente della commissione parlamentare antimafia Forgione: «sarebbe il primo atto di clemenza per un
reato di mafia». Per il ministro Di Pietro concedere la grazia a Contrada sarebbe «una contraddizione in termini», perché «chiede di essere graziato per qualcosa
che dice di non aver commesso.

Nel mentre il legale dell’ex agente del Sisde precisa: «Non ho presentato alcuna domanda di grazia per Bruno Contrada, ma ho solo rivolto al Presidente della Repubblica una accorata
supplica».

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