Contrada: polemiche sulla proposta di grazia

Continua a dividere l’opportunità di concedere la grazia all’ex funzionario del Sisde, Bruno Contrada, condannato a 10 anni per per concorso esterno in associazione mafiosa, la richiesta
era stata avanzata al Capo dello Stato sei giorni fa dal legale del settantaseienne detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Giorgio Napolitano l’ha «girata» al ministro
alla Giustizia Clemente Mastella, che oggi ha ribadito che «valuterà la «situazione» e poi formulerà «il parere previsto dalla legge sulla base degli
elementi che mi verranno trasmessi ad esito dell’istruttoria stessa».

La reazione di Rita Borsellino – Contro la richiesta di grazia si è schierata Rita Borsellino, la sorella di Paolo, il magistrato antimafia ucciso nel 1992: «Ritengo questa
ipotesi estremamente grave. – ha detto – Contrada è stato condannato per reati commessi tradendo la sua funzione di servitore dello Stato, quello stesso Stato per cui Giovanni Falcone,
Paolo e tanti altri rappresentati delle istituzioni hanno consapevolmente dato la vita. Comprendo i sentimenti di pietà che si possono avere nei confronti di un uomo nelle condizioni di
Contrada ma la sua vicenda giudiziaria ha sempre lasciato l’alea del dubbio sul fatto che il dirigente del Sisde abbia detto fino in fondo ciò che sapeva sulle complicità di parte
delle istituzioni con l’organizzazione mafiosa. Uno Stato – conclude la Borsellino – deve sapere distinguere e ricordare altrimenti il rischio, dirompente per un Paese democratico fondato sulla
giustizia, è che domani possa apparire legittima e dovuta anche la grazia ai boss mafiosi».

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