Grazia a Controda, Napolitano: «conosco le procedure»

Giorgio Napolitano è intervenuto in una polemica che sta diventando sempre più calda e che riguarda la concessione della grazia a Bruno Contrada, in una nota del Quirinale si fa
notare che «il Presidente della Repubblica ha ben presente, di fronte a qualsiasi domanda di grazia, tutte le ragioni da prendere in considerazione, quanto stabilito dalla Corte
Costituzionale e le procedure da rispettare, qualsiasi provvedimento in materia di differimento della pena, basato sulla gravità delle condizioni di salute dei condannati che stiano
scontandola in carcere, è, com’è noto – viene spiegato ancora nel comunicato – di esclusiva competenza della Magistratura sorveglianza.

Perplessità di Rita Borsellino – Tra gli oppositori alla grazia a Bruno Contrada c’è Rita Borsellino, la moglie di Paolo, il noto magistrato ucciso nel 1992, poche
settimane dopo l’assassinio di Giovanni Falcone, che si è detta pronta a chiedere un incontro ufficiale con il presidente della Repubblica per tentare di stoppare la procedura per la
grazia.

«Ritengo questa ipotesi estremamente grave. Contrada è stato condannato per reati commessi tradendo la sua funzione di servitore dello Stato – ricorda la Borsellino -, quello
stesso Stato per cui Giovanni, Paolo (Falcone e Borsellino, ndr) e tanti altri rappresentati delle istituzioni hanno consapevolmente dato la vita».

Dall’altra parte, i fratelli di Bruno Contrada hanno fatto sapere di rispettare il dolore delle vittime, ma chiedono a loro volta il rispetto «per le sofferenze subite per 15 anni da un
uomo condannato ingiustamente». Da parte sua il ministro della Giustizia Mastella fa sapere che valuterà il caso al termine dell’istruttoria avviata dopo la richiesta giunta dal
Quirinale.

Cicchitto (FI): «no a due pesi e due misure» – Fabrizio Cicchitto di Forza Italia chiede un gesto umanitario come quello concesso ad Ovidio Bompressi mentre il difensore di
Contrada ha evocato il caso di Enzo Tortora.

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