Consumi: Coldiretti, per italiani cibo locale batte grandi marche
26 Ottobre 2009
Una maggioranza assoluta del 54 per cento degli italiani preferisce acquistare prodotti alimentari locali e artigianali che battono nettamente le grandi marche, le quali si fermano al 12 per
cento. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Swg resa nota in occasione dell’inaugurazione del primo mercato degli agricoltori di Roma, il “Mercato di Campagna Amica del Circo Massimo”
nella storica sede dell’antico mercato ebraico del pesce, in via San Teodoro, 74, alla presenza del Sindaco di Roma Gianni Alemanno e del presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini.
Secondo l’indagine per il 29 per cento degli italiani la scelta tra le due tipologie di prodotto dipende dalla qualità mentre per il 5 per cento dal prezzo.
La vittoria del prodotto legato al territorio, con il boom degli acquisti diretti dal produttore e dei mercati degli agricoltori, è confermata anche dal fatto che quasi due terzi degli
italiani (65 per cento) si sentirebbero piu’ garantiti da un marchio degli agricoltori italiani rispetto al marchio industriale (13 per cento) e a quello della distribuzione commerciale (8 per
cento). La crescente attenzione alla difesa del tessuto produttivo legato al territorio nazionale è avvalorata anche dal fatto che – continua la Coldiretti – un terzo degli Italiani
acquista regolarmente prodotti di origine controllata e protetta e ben il 97 è d’accordo sulla necessità di indicare sempre il luogo di allevamento o coltivazione dei prodotti
contenuti negli alimenti. In Italia la metà della spesa è ancora anonima. Il pressing della Coldiretti ha portato all’obbligo di indicare varietà, qualità e
provenienza per l’ortofrutta fresca, le uova, il miele, il latte fresco, il pollo, la passata di pomodoro e dal primo di luglio è arrivato anche l’obbligo di indicare l’origine delle
olive impiegate nell’extravergine, ma molto resta ancora da fare e per oltre il 50 per cento della spesa – precisa la Coldiretti – l’etichetta resta anonima per la carne di maiale, coniglio e
agnello, per la pasta, le conserve vegetali, ma anche per il latte a lunga conservazione e per i formaggi non a denominazione di origine.
L ‘attenzione ai prodotti locali è secondo – afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini – un riconoscimento dell’impegno degli imprenditori italiani nel garantire la leadership
qualitativa nella produzione agricola. Le produzioni italiane hanno il primato della sanità e della sicurezza alimentare, con un record del 99 per cento di campioni regolari di frutta,
verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge. Nel nostro Paese si trova un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell’Unione
superando il milione di ettari. L’agricoltura italiana vanta inoltre la leadership nei prodotti tipici con 182 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti
dall’Unione Europea senza contare le 4.471 specialità tradizionali censite dalle regioni. Ma il made in Italy a tavola è anche – conclude Coldiretti – l’emblema nel mondo della
dieta mediterranea, modello nutrizionale ormai universalmente riconosciuto fondamentale ai fini del mantenimento di una buona salute e che si fonda su una alimentazione basata su prodotti
locali, stagionali, freschi di cui l’Italia è particolarmente ricca.





