Crisi agroalimentare originata anche dal calo della domanda

Crisi agroalimentare originata anche dal calo della domanda

“Accanto ad una politica per gestire la crisi nell’emergenza, serve anche una politica di sviluppo della competitività delle imprese che deve accompagnarle affinché siano in grado
di mantenere quote di mercato e possibilmente a conquistarne di nuove”. Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni che, intervenendo al convegno degli imprenditori
agricoli di Ravenna, affronta il tema delle imprese agricole italiane nella crisi dei mercati.

“Credito, ricerca, innovazione, semplificazione, servizi reali alle imprese, sono gli aspetti principali su cui incidere; con una strategia però, non con interventi estemporanei. Questo
il messaggio da affidare al governo”.

Gli agricoltori sono nel pieno della crisi e per questo Confagricoltura ha avviato una serie di iniziative di mobilitazione sul territorio per sensibilizzare l’opinione pubblico e la politica
sulla situazione del comparto.

“Ma la crisi è anche calo di domanda – detto Vecchioni -. Il rischio è di avvitarsi in se stessi e non creare un volano di crescita. La crisi agisce come un cane che si morde la
coda”.

Il presidente Vecchioni, nella sua analisi, ha passato in rassegna i settori più colpiti dai cereali, al latte, alle carni suine, all’ortofrutta. La crisi ha toccato le punte più
elevate quest’estate, con la dèbacle delle pesche ma anche del vino, dell’olio, delle carni suine e che sembra essenzialmente dovuta ad un calo della domanda.

Gli ultimi dati Istat (agosto 2009) indicano una flessione del 2,8% delle vendite di alimentari al dettaglio rispetto allo stesso mese del 2008. Ed un calo dell’1,8% nei primi otto mesi
dell’anno rapportato al periodo gennaio – agosto 2008. Una flessione delle vendite che ha riguardato soprattutto i negozi di piccole superfici, con cali del 3,5-3,9% rispetto alla grande
distribuzione.

Un altro dato che ha posto in evidenza Federico Vecchioni è quello delle esportazioni agroalimentari ad agosto, che sono calate di circa il 6-7%, sia su base mensile, sia su base annua.

“Evidentemente per la vendita al dettaglio è più semplice collocare il prodotto importato a minor prezzo e la produzione nazionale ne soffre – ha detto il presidente di
Confagricoltura -. Occorre quindi ripartire da qui, da un rilancio dei consumi interni ed esteri per recuperare terreno”.

In un’economia aperta quale quella che viviamo in tempi di globalizzazione, non possiamo non considerare che dove si aprono nuovi spazi di mercato questi possono essere accaparrati dai nostri
concorrenti. Per questo non si possono lasciare le imprese al loro destino

“Occorre promuovere – ha detto il presidente Vecchioni – il consumo in Italia ed all’estero dei prodotti in crisi, con iniziative non generiche ma di diretto interesse per le imprese colpite e
con il loro diretto coinvolgimento”.

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