Fipe: Etilometri nei ristoranti? Inacettabile per i consumatori

Fipe: Etilometri nei ristoranti? Inacettabile per i consumatori

Roma – Portare gli etilometri nei ristoranti sarebbe inaccettabile per i consumatori. Rendere poi obbligatorio ai clienti il test anti-alcol significherebbe non farli entrare più
nei locali”. Così il direttore generale di Fipe Confcommercio, Edi Sommariva, commenta la proposta del presidente della Commissione lavori Pubblici al Senato, Luigi Grillo, di fare test
alcolemici gratuiti nei ristoranti.  

“La politica ha un modo un po’ balzano di risolvere il problema della sicurezza alla guida – prosegue Sommariva – Quello che serve sono azioni mirate sul target dei giovani che vanno in discoteca
e che si sballano, responsabili delle stragi del sabato sera. Invece si allarga il campo e si allontana la soluzione del problema. Se si vuole intervenire sui comportamenti irresponsabili dei
giovani l’unica cosa sono i controlli e sanzioni certamente più pesanti di quelle ora in vigore”.   

“La proposta dell’etilometro nei ristoranti – conclude Sommariva – mi sembra un attacco a un settore che già ha i suoi problemi a fronteggiare la crisi e che in questo modo si rischia di
mettere definitivamente ko”.

Una wine bag che consente di portarsi a casa la bottiglia con il vino avanzato dal ristorante è sicuramente più utile delle azioni coercitive che rischiano semplicemente di spostare
far cambiare il luogo di consumo. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’ipotesi di rendere obbligatorio l’utilizzo dell’etilometro nei ristoranti nell’ambito degli emendamenti
relativi al provvedimento di riforma del codice della strada ricevuto nello scorso luglio dalla Camera. La proposta della Coldiretti è quella di dare la possibilità ai clienti di
portarsi la bottiglia a casa attraverso una wine bag per risparmiare ma anche per evitare esagerazioni a tavola.   

Insieme agli abusi tra molti giovani – sottolinea la Coldiretti – si sta anche affermando un consumo responsabile di vino che è divenuto l’espressione di uno stile di vita “lento” attento
all’equilibrio psico-fisico che aiuta a “stare bene con se stessi” e che si contrappone al consumo sregolato di alcol.

Occorre quindi investire nella prevenzione promuovendo la conoscenza del vino a partire dalle giovani generazioni per fermare gli abusi che negli adolescenti sono spesso provocati dal consumo di
bevande alcoliche mascherate da bibite alla frutta. Un impegno per in linea con il progetto comunitario “wine in moderation” che ha l’obiettivo di diffondere la cultura del buon bere senza
esagerazioni.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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