Compleanno nel bosco tra i cacciatori di Trequanda

Compleanno nel bosco tra i cacciatori di Trequanda

By Redazione

Siamo arrivati stanotte in Toscana a Lucignano nell’Albergo Trattoria da Totò, proprio sul cocuzzolo del paese. Ora è gestito dai figli Boris, con la moglie Marianna, e da
Beatrice.
Abbiamo portato il nuovo libro del papà Lorenzo: “Vip alla corte di un grande cuoco” che racconta la sua storia.
Siamo andati a trovarlo nel suo casolare in Valdichiana e, dopo una bella chiacchierata, ci siamo diretti verso Trequanda.  
Oggi è il 1° maggio,  è quasi l’ora di pranzo e per stare leggeri decidiamo di limitarci ad un panino.
Poco dopo Sinalunga vediamo un cartello: “Cacciatori del Boscaccio, merenda del 1° maggio”.
Andiamo subito a curiosare  con l’intenzione di tornare nel pomeriggio per la merenda.

Dopo aver scambiato qualche parola con gli organizzatori, il gruppo di cacciatori ci accoglie con grande cordialità e ci invita a mangiare qualcosa con loro.
Dice Fabio:-“ovviamente se vi accontentate e mangiate quel poco che c’è…”.
Non è la voglia di mangiare ma il piacere di essere stati accolti da persone che non ci conoscono e non conosciamo che ci fa immediatamente dire di sì.
Una presentazione veloce e siamo a tavola preparata con splendidi piatti di plastica, eleganti bottiglie di acqua, ma piene di vino rigorosamente fatto con l’uva e una zuppiera di alluminio piena
di gnocchi conditi con pomodoro e pecorino di vera pecora.
Nessuno di loro sapeva che gli gnocchi sono il piatto che amo di più e che ho “triplicato” ma solo per far piacere al cuoco, simpatica persona che per mestiere è muratore e per
diletto è guardiacaccia e cuoco, ma che cuoco!
Durante il pranzo ogni tanto qualcuno col bicchiere in mano si alzava per fare gli auguri a mio marito e vai con gli applausi.
Tra una battuta e l’altra, sono passati su quei tavoli  baccelli con salame e formaggio, porchetta, grigliata mista, salamini.
Ci siamo accontentati di  “quel poco che c’è”!
Al di là del piacere della tavola, l’esperienza entusiasmante è stata il condividere idee, esperienze, ricordi, sapienza, amore, conoscenza del mondo della caccia e dei veri
cacciatori dei quali conosciamo ben poco, sia noi che i cosiddetti “animalisti”.
Il vero cacciatore rispetta grandemente la natura, l’ambiente ed il mondo animale molto di più di chi tratta il suo cagnolino come un proprio figlio, snaturando completamente l’indole
naturale dell’animale.
Il cacciatore è un ecologista convinto e praticante, anche se chi è contro la caccia, la pensa diversamente.
La nostra stima ed ammirazione per questo gruppo di toscani ruspanti è aumentata quando abbiamo letto e sentito dello  scopo umanitario dell’evento.
Ogni tanto infatti organizzano questi momenti di aggregazione che permettono loro di poter aiutare un missionario che vive in un villaggio del Malawi.
Coloro che partecipano a queste tavolate tra amici non pagano un prezzo determinato ma ognuno è libero di fare l’offerta che ritiene più opportuna.
Dopo questo “leggero spuntino” ci siamo allontanati con la promessa di ritornare verso sera.

Ne abbiamo approfittato per andare alla Fattoria del Colle che è  a pochi chilometri.
Bonella, la gentile e competente signorina della reception, ci ha  accolto  ma la signora Donatella Cinelli Colombini (Casato Prime Donne) purtroppo era fuori sede.
Se vi trovate da queste parti andate a vedere la struttura, ne vale veramente la pena (www.cinellicolombini.it). Agriturismo, ristorante, parco, piscine, Brunello…

Abbiamo fatto un giro tra le crete senesi verso Asciano e siamo ritornati tra i nostri amici cacciatori.

Tante macchine, gente di tutte le età, tavole imbandite, musica ed anche una lotteria con prosciutti, salami, pecorino e bottiglie di buon vino in palio.
A “merenda” finita, la piacevolezza di un fine pomeriggio trascorso con gente vera che ci ha trascinato letteralmente a mangiare con loro, al loro tavolo.
La nostra giornata è continuata a cena con gli organizzatori ormai nostri amici mangiando salumi, baccelli o fave che dir si voglia, formaggi, bruschette, pappardelle al cinghiale,
capriolo con patate, cinghiale in umido, costine e salamini alla brace, crostate e dolcini fatti dalle mogli dei cacciatori – per tutto il giorno anche impegnate in cucina- e vino genuino, quello
senza etichetta, e per finire caffè e grappe aromatizzate.

Tutto buonissimo ma i “condimenti” più apprezzati sono  stati inequivocabilmente  tanta cordialità, buonumore, semplicità e amore per la vita in sana
compagnia.
Non è stato facile salutare tutti e ringraziare Fabio, Mario, Marino, Giancarlo, Dario e tutte le altre splendide persone che ci hanno regalato un 1° maggio indimenticabile.
Un 60° anno che mio marito non dimenticherà mai.
A proposito, mio marito è Giuseppe Danielli.

Galliano Daniela

Newsfood.com

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