Corrispondenza pubblica & privata, via email

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Firenze piazza San Ambrogio 28 febbraio 2009, ore 13 dopo aver gustato un lampredotto
(Email di Leonardo Castellucci ad Attilio Scotti):
“Caro Attilio,  davvero incendiario ieri, in quel nobile e verace mondo avvinazzato, il nostro contatto, in predicato di possibile, sintonica collaborazione. Stanno crollando, in un
momento come questo, una dopo l’altra, le instabili certezze dei maestri del potere e dell’economia e della finanza e del pensiero ideologizzato, che, comunque resterà sempre un pallida
imitazione di quello idealizzato, che sarà pure una ambizione umana, forse astratta, forse poco percorribile se non aderendo in toto a scelte assolute e  non sempre possibili; in un
momento come questo, dicevo, parrebbe etico (scusa l’odioso termine ma in questo caso è volontariamente speso con un intento ironico, che non so se si capisce) abbracciare qualcosa, non
chiedermi cosa, ma qualcosa che ancora ci va d’abbracciare, forse anche solo noi stessi, in mancanza di altro materiale tangibile. A presto per un ormai amicale lampredotto, in quel luogo di
umori e di rionale vitalità fiorentina, avamposto di una resistenza ad oltranza contro un nemico che avanza senza nessuna pietà “.

Leonardo Castellucci, scrittore e giornalista

Risposta via Email di Attilio Scotti a Leonardo Castellucci:
(Coldrerio, canton Ticino, giorno tre del mese di marzo 2010 ore dodici)
Caro Leo, mi sono arruolato da tempo nello sparuto esercito di chi non abdica le papille ai piatti super pronti in cinque minuti.
Continuo a nutrirmi, finchè posso, con i cibi veri e non con passati, brodi, bastoncini di pangasio, polpette e “vino” in confezione di cartone.
Mi nutro con riso condito con la pestèda di Grosio, di pizzoccheri tellini, spaghetti aglio olio e peperoncino e quando ho tempo cucino il biancostato di manzo o la minestra con le
verdure fresche.

Aver gustato con te il lampredotto, capostipite dei cibi di strada è stata una gioia.
Vorrei solo segnalarti che siamo dei perdenti, e tra qualche anno non ci vorranno più i carri armati per instaurare una dittatura: saranno le multinazionali del non “gusto” che, 
armate di cibi pronti unici per tutti, ci faranno capitolare.

Con stima amico del lampredotto, ti aspetto a Grosio (So) per degustare un magnifico piatto di pizzoccheri con la pesteda.
Tuo con stima.
Attilio Scotti, giornalista e scrittore di enogastronomia

Redazione Newsfood.com

PS: per gli indiani non c’è più speranza, arriva il cavallo d’acciao e con l’arco e le frecce non si può combattere contro i bastoni tonanti

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