Toscana. In una tomba romana, tracce del primo caso di celiachia in Italia

Toscana. In una tomba romana, tracce del primo caso di celiachia in Italia

By Redazione

Scoperte in Italia le tracce del primo caso di celiachia.

Nella cittadina toscana di Ansedonia (provincia di Grosseto) è stato riportato alla luce lo scheletro di una donna, residente nella colonia romana di Cosa e probabilmente morta in
seguito alla malattia.

Questi i primi risultati di una ricerca del Policlinico Gemelli di Roma, diretta dal dottor Giovanni Gasbarrini e pubblicata sul “Journal of Clinical Gastroenterology”.

Gli studiosi hanno lavorato sulla colonia romana di Cosa, fondata nel 273AC su una collina vicino alla costa del Mar Tirreno. Durante gli scavi nell’insediamento, nel 1998 è venuto alla
luce lo scheletro, noto come “Inumata della Cappuccina” (dal tipo di sepoltura in cui e’ stata trovata, una tomba ‘a cappuccina’, con tetto di tegole).

Secondo gli esami, la donna, seppellita nel I secolo DC doveva avere sui 18-20 anni.

I medici si sono orientati sulla celiachia a causa di una contraddizione: la giovane apparteneva ad una famiglia agiata (come testimoniato dal ricco corredo funerario); eppure, presentava i
segni di una malnutrizione avanzata, probabilmente fatale: bassa statura (140 cm), osteoporosi e fragilità scheletrica. Questo perché, spiega Gasbarrini, l’alimentazione dei
ricchi dell’epoca prevedeva grandi quantità di cereali, prodotti pericolosi per i celiaci.

La storia di Inumata non è il primo segno di celiachia nell’antichità. La testimonianza del medico greco Areteo di Cappadocia, risalente al 250 AC descrive bambini di villaggi
agricoli colpiti da sintomi addominali simili a quelli della celiachia.

Tuttavia, il caso della giocane colona di Cosa è importante per la presenza di un reperto fisico concreto. Il dottor Gasbarrini ha infatti avviato le pratiche per poter prelevare ed
analizzare il DNA dalle ossa. L’obiettivo è studiarne il patrimonio genetico per individuare le “impronte” della malattia e ricostruire l’albero filogenetico.

Matteo Clerici

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