Como, una città amata dai turisti, nonostante i disservizi ed il “suicidio” di Plinio, il piroscafo

Como, una città amata dai turisti, nonostante i disservizi ed il “suicidio” di Plinio, il piroscafo

Quel ramo del lago di Como che volge le spalle al turista… il Manzoni inizierebbe così I Promessi Sposi 2010
Lo spunto lo prendiamo da un articolo di Attilio Scotti (pubblicato oggi su www.ch-ti.ch) che parla di Como, della stazione ferroviaria, della (non) accoglienza e del suicidio di Plinio, il
Vecchio battello
abbandonato.

Ecco l’articolo di Attilio Scotti:
TRISTEZZA A COMO
Como:  dagli opuscoli turistici sarebbe il bengodi del turismo, del bien vivre, della buona ospitalità, del buon gusto, del tepore e della bellezza del lago, della gastronomia
raffinata.

Provate ad andare alla stazione ferroviaria Trenitalia: squallore completo, sportelli della biglietteria con code chilometriche (aperto uno su tre), poca pulizia, tabelloni orari
treni quasi sempre fuori uso. I viaggiatori devono fare le fatiche di Ercole per trasportare le valigie, scale e sottopassaggi senza scivoli, nessuna reception turistica o ufficio informazioni e
il triste e grigio bar è gestito da cinesi (maleducati).
Nessun sorriso, qui la cultura dell’accoglienza è morta.

Provate a cercare un ristorante: chiuso quello mitico di Villa d’Este (apre solo da aprile a settembre) nessun ristorante degno di questo nome a  parte il Navedano dove degusti, in un
ambiente pieno di fiori, ma il conto supera ampiamente i cento euro a cranio.

Provate a cercare un albergo o un hotel: non bastano cento euro a notte a testa, con servizi non certo entusiasmanti.

Provate a fare una passeggiata sul lungo lago: dopo infiniti lavori che avrebbero dovuto proteggere dalle esondazioni, il tutto è rabberciato, tra ruspe e transenne.

Ed il battello a pale Plinio, da cent’anni il miglior piroscafo che solcava il lago, abbandonato e malandato ha scelto il “suicidio” e si è inabissato per sempre: anche i battelli
hanno un’anima.
Como città turistica: alla larga.
Attilio Scotti

Ci piacerebbe tanto che l’Assessore al Turismo e gli organi preposti  smentissero  (coi fatti e non con le parole) quello che lamenta Attilio Scotti.

Che le stazioni ferroviarie siano ormai un covo di disperati, e con i servizi ridotti al lumicino, è risaputo. I disperati sono di vario tipo: extracomunitari multicolori nullafacenti e
spacciatori di felicità artificiale, pendolari sempre in ritardo (per i treni) e drappelli di soldati/soldatesse del sesso (anche questi sono pendolari ma non devono timbrare il
cartellino, fanno l’orario flessibile e, quando il treno li porta al lavoro in ritardo, possono recuperare).

Sul Freccia Rossa però ora ti puoi connettere al web.
 

Ci piacerebbe tanto che l’Assessore al Turismo e gli organi preposti  smentissero  (coi fatti e non con le parole) quello che lamenta Attilio Scotti.

Che le stazioni ferroviarie (di tutta Italia, dove non ferma l’Alta Velocità) siano ormai un covo di disperati, e con i servizi ridotti al lumicino, è risaputo. I disperati sono
di vario tipo: extracomunitari multicolori nullafacenti e spacciatori di felicità artificiale, pendolari sempre in ritardo (per i treni) e drappelli di soldati/soldatesse del sesso (anche
questi sono pendolari ma non devono timbrare il cartellino, fanno l’orario flessibile e, quando il treno li porta al lavoro in ritardo, possono recuperare).

Sul Freccia Rossa però ora ti puoi connettere al web.

Ristoranti e alberghi a Como: no comment

Vorremmo invece approfondire il discorso su Plinio, il battello suicida.

Il Lago di Como ha una caratteristica forma a “Y” rovesciata, a forma di uomo.
Un  detto locale dice: ” Il lago di Como ha la forma di un uomo, una gamba a Lecco e quell’altra a Como, il naso a Domaso ed il sedere a Bellagio”.

È uno dei più ameni paesaggi lacustri italiani, decantato nell’800  da Alessandro Manzoni a Stendhal, da George Gordon Byron a Franz Liszt.
I latini Cassiodoro, Plinio il Vecchio, Plinio il Giovane (nativi di Como) e Strabone furono tra i primi cantori  del Lario.

Ecco da cosa deriva il nome del Piroscafo Plinio!

Pare che ormai ne siano rimasti solo cinque di battelli a vapore, qualcuno dismesso e adibito a ristorante galleggiante.
Il  Concordia, costruito nel 1926, tuttora in servizio pubblico di linea.
Il Milano, del 1904 come piroscafo a pale, trasformato in motonave a elica nel 1926 e tuttora in servizio.
Il Patria, gemello del Concordia, varato nel 1926 come Savoia.  I lavori di recupero, iniziati nel 2009, dovrebbero terminare nel 2012, mantenendo  la spettacolare macchina a
vapore.

Il piroscafo Bisbino, costruito nel 1907, motonave nel 1951. Nel ’91  un privato lo restaura  e lo utilizza come pub e galleria d’arte a Tremezzo. Dal 2008 è
semiabbandonato.

Il Balilla viene costruito nel 1878 come piroscafo a elica. Trasformato in motonave  nel 1933. Messo in disarmo negli anni Sessanta,  dal 1974 è esposto a Pianello del
Lario. Il suo scafo  è il più antico dei laghi italiani.

Il piroscafo Plinio è stato costruito nel 1902. Era il più veloce della flotta. Posto in disarmo nel 1963 divenne un ristorante galleggiante. Trasferito a Verceia, a causa dei
mancati permessi necessari ha rischiato la demolizione. Dal 2008 tre associazioni  si battono per la sua salvaguardia.
Nel 2009 il Ministero dei Beni Culturali lo ha dichiarato ‘bene di
particolare interesse storico-culturale’ salvandolo dalla demolizione. A causa del maltempo l’8 Dicembre 2010 si inabissa e di lui rimane solo “una mano” protesa verso il cielo, come in un
estremo tentativo di spirito di sopravvivenza, nonostante il trattamento di incuria e di irriconoscenza ricevuto.

E così se ne va un altro pezzo di storia e di cultura.
I nostri amministratori, i politici e quanti sono o dovrebbero essere preposti alla tutela del nostro patrimonio artistico, culturale e di identità delle nostre origini…dovranno
lavorare parecchio per riuscire a distruggere tutto. Purtroppo però ci stanno, se non succede un miracolo, o un risveglio delle coscienze, ci riusciranno!

Mah…dopo tutto era solo un Piroscafo.
 
Buon Natale vecchio Plinio, e buon natale anche a chi ti ha abbandonato.
Nonno Biagio
Newsfood.com

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