I “BIRIGNAO” DEL VINO CONTRO FARINETTI e GIA’ di FONTANAFREDDA

I “BIRIGNAO” DEL VINO CONTRO FARINETTI e GIA’ di FONTANAFREDDA

Ha fatto rumore la presentazione di GIA’ un vino prodotto e messo in commercio da FONTANAFREDDA, azienda vinicola di proprietà di Oscar Farinetti, padre padrone anche di Eataly, la grande
catena alimentare di prodotti enogastronomici di qualità: ha  appena aperto una nuova sede a New York e i suoi empori in l’Italia e nel mondo sono un successo commerciale, in primis
quello di Torino.
Ma cos’è questo nuovo vino? Ecco cosa informa il produttore:

GIA’.
Ultimo nato in casa Fontanafredda, un doc ” Langhe”.
Combinazione delle  tre uve più apprezzate delle Langhe: Nebbiolo, Barbera e Dolcetto, vendemmiate e vinificate separatamente e poi sapientemente assemblate.
Gradazione undici gradi, è uno dei vini rossi doc presenti sul mercato con il più basso contenuto di alcool, la riduzione del grado alcolico la si ottiene sia in vigna sia in
cantina, con l’impiego di metodi produttivi che permettono di contenere l’alcool senza compromettere il carattere e la piacevolezza del vino.
Pronto a solo tre mesi dalla vendemmia ma non è un novello.
E’ un vino che esce prima di ogni altro, brucia le tappe, ed è destinato ad avere la stessa “vita” e la stessa evoluzione di un rosso giovane.
“Già” è ecosostenibile: la bottiglia è realizzata con l’85% di vetro riciclato, l’etichetta è stampata con colori a base vegetale su carta naturale.

SCHEDA di  GIA’ 2010
Uve: Nebbiolo, Barbera, Dolcetto.
Zona di produzione: Langhe
Altudine ed esposizione: colline di media altezza, 230/300 metri sul livello del mare, esposizione ad ovest, sud ovest.
Sistema di allevamento: Guyot.
Densità dell’impianto: 4000 ceppi ha.
Epoca di vendemmia: settembre.

Abbiamo avuto il piacere di degustarlo in anteprima ed il nostro giudizio è positivo, decisamente positivo. Un sorso piacevole, alcol limitato, sensazione di sorseggiare qualcosa di
importante ma che non implica ed arrovella le papille, gradevole, amico. Profumato, leggero, nuovo.
E che costa il giusto (nota: la bottiglia è da un litro con un pakaging bello e pulito).
L’ho degustato ed accostato su due piatti normalissimi, della cucina di tutti i giorni: un risotto alla milanese e delle fettine di lonza di maiale cucinate in ristretto di vino, pomodori e
marsala.  
Risultato: ottimo.
E quando degusti un  vino e ti piace puoi dire che unisce la terra al cielo.

Ma ecco che scendono in campo i “birignao del vino” (*) i super puristi del vino, quelli che per raccontare la bontà o meno di un vino rotolano il bicchiere tra le mani ed il naso per
ore  ed inanellano una serie di aggettivi spesso incomprensibili e trovano il profumo “di fieno maggengo intinto di more mature con piccole sensazioni di venti salati marini che arrivano
smorzati in questi anfiteatri vitati a cui si aggiunge, delicatissimo, il profumo di rose gialle che delimitano le vigne”.
Non è invenzione ma una frase di un noto giornalista di vino riferita ad una degustazione di un noto e raro vino piemontese.

E raccontano – giornalisti e assaggiatori con il “birignao” – peste e corna di GIA’:  un vino artificiale, innaturale, che umilia il terroir, che snatura le terre del Barolo, che è un
insulto ai produttori tradizionali ecc.ecc.

Indro Montanelli diceva che il successo di un giornale sono i lettori e se un giornale è comprato e letto è perché piace: come il vino: perche GIA’ è diventato un
successo e moltissimi estimatori del vino senza “birignao” lo comprano e lo apprezzano. Ma haimè è targato Farinetti, l’uomo che ha saputo portare tante produzioni di nicchia e
sconosciute al popolo dei golosi e degli “enogastronomadi”.

I BIRIGNAO non lo perdonano, sono chiusi nelle loro torri d’avorio.

(*) BIRIGNAO: tipo di dizione affettata e leziosa, recitazione sofisticata, modo di parlare ed esprimersi artificioso, innaturale, borioso, spocchioso, da persona che vuol far capire d’essere
colta

Attilio Scotti
Newsfood.com

Nota del Direttore

Il “pezzullo” su GIA’, è così che Attilio Scotti chiama i suoi pezzi giornalistici, è un opera di giornalismo sincero, come lo sono tutti gli articoli di Attilio. E’ un
giornalista che si occupa di enogastronomia da diversi anni, dice quello che pensa, ed a volte, con dispiacere, 
siamo costretti a “censurare” suoi pezzulli e/o parti di 
articoli per evitare sicure  querele da parte di chi viene citato.  Anche se sappiamo bene che Attilio Scotti, se lo scrive, è perchè si è documentato.
Rispettiamo anche i Grandi Vini e invidiamo un po’ i sommi Sommelier che riescono a captare sensazioni di afrori così eccelsi e li sanno raccontare in modo così poetico.
Grazie Attilio, Grazie per la tua collaborazione ed il tuo impegno nel difendere le ultime roccaforti della tradizione contadina, ma  con il buon senso, con l’equlibrio  e l’esperienza
dei tuoi capelli bianchi e della tua penna libera.

Giuseppe Danielli

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