Cia Puglia sui debiti Inps
13 Febbraio 2008
Bari – Alle aziende agricole in debito con l’Inps mancano solo poche ore per percorrere l’unica strada possibile che gli permetta di chiudere con il passato e di ripartire su
basi nuove con maggiori certezze, l’invito della Cia Puglia è rivolto a tutte le imprese agricole interessate alla ristrutturazione dei debiti Inps a versare il dovuto entro il 15
febbraio 2008.
La ristrutturazione dei debiti Inps -sottolinea la Cia Puglia- deve concludersi nel migliore dei modi recuperando tutte le aziende che hanno manifestato la volontà di aderire alla
ristrutturazione (70.000 imprese agricole in tutta Italia). Alla data odierna hanno completato l’iter amministrativo circa 41 mila aziende, mentre le altre 29 mila non hanno ancora chiuso con
il versamento l’adesione alla ristrutturazione. Nella maggior parte dei casi si tratta di aziende che hanno un debito Inps certificato non congruo oppure agricoltori che hanno difficoltà
economiche che gli impediscono il pagamento.
La Cia Puglia consiglia di completare le adesioni, nei termini sopraindicati, anche in presenza di un debito non corretto altrimenti si è fuori dalla ristrutturazione. A tal proposito
vista la delicatezza dell’operazione ha allertato tutte le proprie sedi (sul sito http://www.ciapuglia.it è possibile visualizzare tutti gli indirizzi e i riferimenti) ad impegnarsi in modo
straordinario per aiutare e consigliare le imprese agricole. Nel contempo la Cia a livello regionale ha organizzato un gruppo tecnico, che si interfaccia con le banche interessate, per
approfondire i singoli casi e definire la soluzione migliore per ottenere la certificazione fideiussoria entro il prossimo 25 febbraio 2008.
Si ricorda che il programma di ristrutturazione prevede il versamento, in caso di pagamento in un’unica soluzione, di una percentuale del 30 per cento del debito che potrà essere
successivamente ridotta sino ad un minimo del 22 per cento se le adesioni complessivamente ricevute da tutti i contribuenti debitori raggiungeranno i 4,2 miliardi di euro.




