C’è crisi nel mondo? Non per il caffè in costante crescita
2 Luglio 2013
Mai avremmo pensato che la crisi economica che attraversa, da alcuni anni, buona parte del mondo (forse perché influenzati dai fatti nostrani) non toccasse anche il caffè.
Eppure, la recessione porta le persone -cosa incredibile- a fare sempre più uso della preziosa bevanda. Come ci diceva un addetto alla commercializzazione delle macchine da caffè
della Simonelli di Macerata presente alla Scae World of Coffee di Nizza.
A dargli ragione sono le cifre che… parlano. Dopo il petrolio le statistiche dimostrano che il caffè, in continua ascesa, è il bene commerciale più importante al mondo.
Dopo l’acqua -ci scusino i vignaioli- è la seconda bevanda consumata: due terzi degli abitanti del globo ne fa uso. Sapete quante tazze ogni giorno sono bevute? 2,5 miliardi! L’industria
del caffè da lavoro a più di 100 milioni di persone.
Svolgendosi l’importante assise annuale questa volta a Nizza era interessante sapere come vanno le cose in Francia. Orbene in media i francesi bevono giornalmente 4 tazze di caffè; il
90% ne fa uso costane. Il che porta la Francia ad essere il 3° paese importatore con 286.000 tonnellate nel 2011 e il 10° paese tra i consumatori mondiali con una media per abitante di
oltre 5 chilogrammi l’anno. Di questi il 26% è formato da caffè solubile, il 36% da Arabico, il 17% da Robusta, il 5,5% dal decaffeinato e il 16,5 % da altre specie.
In Francia ci sono 750 torrefazioni, mentre il giro d’affari (calcolato sul .miliardo di dosi) s’è aggirato due anni fa sui 700 milioni di Euro
Attorno alla tazzina del caffè si calcola che si siano conclusi nel mondo affari superiori (riferimento 2011) ai 12 miliardi di Euro.
Somme da capogiro. Non c’è da meravigliarsi pertanto che il caffè faccia sempre più tendenza. Degne di annotazione sono la ricerca della qualità, dagli aromi
particolari, molto spesso legati alle zone di produzione, alla stagione della raccolta, alla maturazione, alla durata della torrefazione, alla data della consumazione e, cosa importantissima,
all’acqua con la quale viene preparato: Napoli insegna.
Abbiamo chiesto a Mauro Cappellino manager della Sandali di Trieste -uno dei grandi importatori di caffè da tutto il mondo- quante qualità ci sono. Incredibile: 850! Non
è a caso che in questi ultimi anni stanno sempre più prendendo piede le scuole per gli addetti al settore: dai barman in su. La Sandali ha creato a questo proposito l’Accademia
del caffè. E’ suddivisa in 3 corsi che vanno dall’ Arte Italiana dell’espresso a quella delle origini della miscelatura per finire con la conoscenza dei metodi innovativi..
Ma in quanti paesi si coltiva? E’ presto detto: Portorico, Kenya, Etiopia, Nepal, Brasile, Nicaragua, Guatemala, Mexico, Burundi, India, Perù, Tanzania, Cuba, San Domingo, Colombia,
Honduras, Costa Rica, Vietnam, Camerun, Togo, Uganda, Indonesia, Java. Insomma in quasi tutto l’emisfero centro meridionale, anche se la sua origine è, come noto, l’ Abissinia
Ed è’ a seconda della qualità che può essere utilizzato per: l’espresso, la moka, il cappuccino, il filtro, le capsule e così via. E’ di due ceppi: Arabica e
Robusta, .
Chi, venendo a Nizza, pensava di trovare i grandi nomi del commercio del caffè ha dovuto ricredersi perché salvo quelli delle aziende che producono le macchine per il caffè
(e l’Italia ne detiene il primato) per il resto s’è trattato soprattutto di approfondire il discorso sia sulla tecnica per ottenere dell’acqua sempre più pura con la quale il
caffè viene fatto così come la presentazione di aziende della coltivazione alla ricerca di nuovi acquirenti.
Michele Lelli de “La Spaziale” di Casalecchio (BO) nel dirci che la sua azienda è sempre alla ricerca di nuovi metodi di fabbricazione delle macchine per l’espresso, su nostra
richiesta, ci ha precisato funzionamento del mercato. In Italia esso è rivolto -per la politica commerciale da anni in uso- alle torrefazioni che danno in comodato ai bar le macchine da
caffè. In Francia e in altri paesi il discorso cambia in quanto se non è il singolo bar spesso è un grande acquirente che poi dà in affitto le macchine offrendo al
fabbricante .un più ampio raggio commerciale.
Anche lui comunque ci ha confermato che il mercato tira permettendo ai costruttori di macchine da caffè di sviluppare la ricerca con nuove sperimentazioni per rendere, ad esempio, meno
caro il costo per l’energia.
All’ingresso del grande salone dell’Acropolis Exhibition faceva bella mostra sulla destra lo stand TopMoka, quella de “Il caffè a colori” che ha sede a Cravellona Toce (VB) con
tante belle moka in alluminio colorate e di tutti i tipi, sia per gli usi comuni che per i fornelli a induzione. A parte la bella e suggestiva presentazione ci interessava sapere come andavamo
gli affari. Per questo ci siamo rivolti al Responsabile dell’Ufficio Estero, il dott. Federico Manera. Nel dirci che la sua azienda gode di buona salute ci teneva a precisare che questo si deve
all’esportazione in quanto nel fare gli ordini, sapendo della serietà dell’azienda, gli stranieri anticipano gli importi da pagare. Cosa che nel nostro paese non accade, per l’uso
prevalente del dilazionare i saldi e che molto spesso non vengono onorati. Da qui la chiusura della Top Moka al mercato domestico.
Si tratta di un termometro importante: sintomo della febbre di cui soffriamo.
Per inciso chiudiamo queste brevi note sullo World the Coffee di Nizza dicendo che gli espositori suddivisi in diversi gruppi hanno di gran lunga superato il centinaio: un buon viatico per
quello che nel 2014 si terrà al RiminiFiera dal 10 al 12 giugno.
Bruno Breschi
Newsfood.com




