Carne rosa, profumo intenso: sono le alici di Marina di Pisciotta
11 Aprile 2011
Marina di Pisciotta è un piccolo borgo della Campania, posto a metà tra Velia e Capo Palinuro.
Nella cittadina, il legame col passato è forte: gli abitanti vantano la discendenza dai profughi di Troia in fiamme e si pratica la pesca con rete menaica, o menaide.
Tale sistema, una volta onnipresente nel Mediterraneo, è ormai limitato a pochi amanti delle tradizioni. Chi lo segue esce con la barca quando il sole tramonta, nei mesi caldi, da aprile
a luglio. Una volta al largo, i pescatori gettano la rete, che cattura gli esemplari maggiori ma lascia fuggire quelli più piccoli. Gli animali presi si dissanguano velocemente: per
questo, vengono estratti rapidamente (ma delicatamente) dalla rete e vengono privati di testa ed interiora.
Così catturate, le alici di menaica seguono due strade: o sono vendute fresche, oppure vengono lavate in salamoia e lasciate a riposare sotto sale, in vasetti di terracotta. La
stagionatura avviene nei magazzeni, locali freschi ed umidi, una volta ricovero per barche. Alla fine del processo, le alici di menaica presentano carne chiara dalle sfumature rosa e
profumo intenso ma delicato.
Grazie a queste qualità, le alici sono protagoniste delle tavola locale, preparate in diverse forme.
Fresche, vengono mangiate al naturale, al massimo con un po’ di sale. Alcune ricette poi, sono estremamente semplici, pensate per la cucina di tutti i giorni. Come l’insalata di alici crude,
con appena limone ed olio. Oppure il sugo di alici, (alici pomodorini aglio, olio e peperoncino), ottimo con gli spaghetti.
Esistono però preparazioni più complesse. Arrivano così le inchiappate (alici aperte, farcite con formaggio caprino, uova, aglio e prezzemolo, infarinate, fritte e
cotte nella salsa di pomodoro) e le ammollicate (alici spaccate, condite con mollica di pane, aglio, olio e prezzemolo). Infine, il cauraro: patate, fave, alici e finocchietto
selvatico.
La sopravvivenza nel mercato moderno alimentare non è facile, specie se si è un prodotto di nicchia con dimensioni e risorse limitate. Contro tale problema, si è costituito
un Presidio Slow Food: obiettivo, tutelare il prodotto, assicurando ritorno economico ai produttori
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
Responsabile pesca turismo
Pasquale Cammarano, tel. 347 8260211
Responsabile Slow Food del Presidio
Giancarlo Capacchione, tel. +39 089 753535 +39 329 6330371; g.capacchione@libero.it
Referente dei produttori del Presidio
Francesco Puglia, tel. +39 340 3380231; menaica@virgilio.it
Matteo Clerici
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